Impegni per il futuro. Come vivere una giornata.

di Fabio Geda su 16 mesi - Smemoranda 2019





Appena alzati spalancare porte e finestre. Far circolare l’aria. Imparare a dire benvenuto in sette lingue diverse: dobrodošli in croato, huānyíng in cinese, kangei in giapponese, powitanie in polacco, tarhib in arabo, zhelannyy in russo, karibu in swahili.

Prima di colazione salutare il sole stirando le braccia; piegarsi in avanti fino a toccare terra; trasformarsi in centauro cane cobra e cobra cane centauro; poi di nuovo su, le braccia tese ad acchiappare un coriandolo che il vento ha rubato chissà dove. Infilarlo in tasca e attraversare la giornata sapendo che in quella tasca c’è una festa.

A pranzo osservare la formica, il filo d’erba e il mirtillo. Dalla formica imparare il lavoro di squadra. Dal filo d’erba la resilienza: sapersi piegare al passaggio del vento e rialzare subito dopo. Il mirtillo, mangiarlo. Mangiarli tutti, i mirtilli. Lasciarsi rapire dal riflesso della luce sull’acqua della fontana.

Di pomeriggio fare manutenzione alle parole: verificare la convergenza degli aggettivi, cambiare l’olio agli avverbi, controllare la pressione dei sinonimi. Usarle con cautela per non ferire nessuno. Usarle con precisione per abbattere i muri. Farne scorta per l’inverno, riempire i granai di verbi e la dispensa di sostantivi.

Mai, dico mai abituarsi alla bellezza della sera, quando l’aria diventa sulfurea e gonfia la pancia delle nubi.

Salutare il giorno riflettendo su ciò che si è perso e ciò che si è guadagnato: non tutto ciò che si perde è male e non tutto ciò che si guadagna è bene. Essere felici per ciò che si è saputo fare. Chiedersi se abbiamo lasciato il mondo migliore di come lo abbiamo trovato quella mattina. Prima di prendere sonno ripetere una vecchia preghiera: che io abbia la forza di accettare ciò che non si può cambiare, il coraggio di cambiare ciò che si può, e la saggezza di distinguere una cosa dall’altra.


Fabio Geda


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Smemoranda 2019


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