I giorni tragicomici di un qualunque elettore comunista (parte prima) Cozze raganate, Bim Sherman e acqua di mare

di Don Pasta su 12 mesi - Smemoranda 2007





Mi capita di essere invitato in giro per l’Italia a raccontar parole di Sud. Spesso in treno io e il laptop partiamo. Il giorno prima delle elezioni devo essere a Verona. Poco comodo se si vota in Salento, ma pago volentieri il prezzo della libertà in monete sonanti di stanchezze che portano in seno il valore di una realizzazione. È il momento dei conti che devono tornare. Rispetto di se stessi, pulizia che domanda la coerenza di rifiutare aberrazioni. L’Italia dei tempi moderni ha un caso raro di paranoia da curare. Serve movimento collettivo. Di massa. Sono giorni di sospensione. Si vive appesi a speranze che talvolta diventano fantasmi.
Prendo l’espresso che da nord costeggia l’Adriatico sino alla sua fine. Lì, bastano le prime luci dell’alba a mostrare una luce accecante. Mi sveglio. Pensieroso. È molto presto e la testa funziona a basso consumo. Accompagno l’apertura degli occhi con Bim Sherman. Un basso giamaicano, un tappeto di melodie indiane e una voce soul di Giamaica, calda, serena, troppo bella per essere vera. Ha offerto un “miracolo”, come il titolo del disco. Perla che unisce i tratti somatici di musiche come profili di donne. Allieta pene e attenua pensieri cupi di cinque anni di circo pagati a caro prezzo. In Salento ho poco tempo e ne approfitto il più possibile. Spostamenti rapidi nel mio effimero luogo di residenza. Da uomo metropolitano quale sono diventato, vivo sole di Sud con particolare bramosia. A Otranto mi accoglie il caldo e un mare di cristallo. Forse voglio essere fresco e pulito per mettere una croce che pesa il corpo e il cuore. Resisto poco e mi tuffo giusto il tempo di temprare l’animo, poi mi secco al sole tenue e al venticello pungente. Vado a votare leggero per regalarmi la speranza della fine di un incubo. Cozze raganate al forno e vino rosato ghiacciato della cantina sociale di Copertino. Rinfrancato, voto comunista. (continua)

Bim Sherman

Mi ritrovo ancora una volta a esssere recidivo nel parlare di dischi ormai scolpiti nella memoria di pochi nostalgici, citando una delle misconosciute ma a mio avviso migliori produzioni musicali degli ultimi dieci anni. Me lo portò in omaggio a Parigi un mio amico caro. Fu album che diede spesso un tocco di colore a giornate ingrigite da un cielo cui avevano spento la luce. Non si capisce bene di che musica si tratti e si sente che è prodotto a Londra. Indiani e giamaicani regalano suoni caldi e culture antiche, gli inglesi fanno della musica il luogo dell’accoglienza. Il disco fu prodotto dal genio del reggae digitale inglese di Adrian Sherwood per la sua etichetta inglese On U Sound.

Cigliano. Rosato del Salento della Cantina Sociale Coopertativa di Copertino

Ci sono tempi di condivisione e tasche vuote. Tempi dove le cose si reggono in piedi per passione e ricerca. La cantine sociali sono una manna per i produttori di vino, per gli agricoltori e per i consumatori. Se in più il vino è buono si avrà sicuramente un ottimo rapporto qualità prezzo. Alla cantina sociale di Copertino il rosato porta in sé tutti i profumi della terra rossa salentina e il sapore di un’uva bruciata dal sole. Da usare per accompagnare il pesce o le minestre di verdura, come si ama fare da queste parti.

Cozze raganate

Taranto, regina dello Jonio, è soprattutto il regno delle cozze. Crescono nel Mar Piccolo e si aggrappano a qualsiasi supporto. I pugliesi amano mangiarle crude, accompagnandole semplicemente con limone. Io le amo comunque “raganate”, gratinate in italiano.
Lavate bene un chilo e mezzo di cozze nere e apritele a crudo lasciandole adagiate su una sola vulva. Ponetele ben serrate in una teglia da forno con un po’ della loro acqua sul fondo. A parte in una coppa mescolate pangrattato, olio extravergine pugliese, polpa di pomodorini, aglio tritato, battuto di prezzemolo, pecorino grattugiato e molto pepe nero. Le dosi sono difficili da definire, assaggiate per capire se i sapori sono armonizzati. Il composto deve mantenersi umido e sgranato e non ridursi in poltiglia. Aggiungete pochissimo vino bianco e cospargete una a una le cozze del composto. Portate il forno a 200 gradi e informate per 10-15 minuti sino a quando non si sarà formata una crosta dorata. Possono essere gustate anche fredde.


Don Pasta


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