I giorni tragicomici di un qualunque elettore comunista (parte seconda) Effimere vittorie, Bob Marley e semifreddo al cioccolato

di Don Pasta su 12 mesi - Smemoranda 2007





Riparto dal Salento molto presto. Prendo il treno che mi porta alla Capitale, poggiato sulla speranza di vivere in un Paese che pratica un masochismo moderato, appassionato di demagogia ma poco avvezzo alla reiterazione dell’appiattimento indebito del proprio portafoglio. Mi scopro ottimista nell’attesa delle prime previsioni. Alle tre del pomeriggio i primi dati mi danno per risollevato. Allora passeggio solo tra visi sorridenti per le vie di Roma e festeggio la fine di un incubo, la morte di Crusty il Clown e del suo spettacolo di marionette, ignaro di ciò che mi attende tra qualche ora. Arrivo in casa di persone care. La fine di un’epoca scomoda è storia da condividere con pance vicine e sguardi contigui. Al tramonto, come buon auspicio, pizza bianca e mortadella. Placo la sete di vittoria sorseggiando una buona birra fredda. Verso cena un freddo glaciale mi fa sprofondare in una confusione che, da interista, ho provato diverse volte. Come perdere quello che si ha comodamente in tasca. Assalito dall’angoscia mi domando se, raggiunto il fondo, come insegna Freak Antoni, un popolo suicidario abbia deciso a mia insaputa di cominciare a scavare. Sono sveglio dalle cinque del mattino ma dubito fortemente di essere in grado di prendere sonno prima della fine di questo stillicidio. Le ore passano e sullo schermo il vantaggio viene  impietosamente rosicchiato a ritmi vertiginosi. Inerte e basito, disegno grafici improbabili e assolutamente inutili per calcolare se quel vantaggio sarà sufficiente per vincere di un voto. In piena notte la matematica ci dice che abbiamo vinto. Deglutisco e accuso la vittoria. L’idea di immaginarlo paonazzo e con una paresi che gli impedisca di toglierli il sorriso non mi solleva. Mi inquieta pensare di non essermi reso conto che in Italia una persona su quattro crede nella favola di cappuccetto rosso che passeggia beata con il lupo cattivo. Per affogare il mio dolore confido in un semifreddo al cioccolato. La bottiglia di champagne disgraziatamente l’avevamo finita già da un pezzo. Prima di dormire, come Manu Chao, chiedo ausilio a Bob Marley: “Hey Bobby Marley, per favore cantami una cosa bella, è un’emergenza, questo mondo sta impazzendo.”

Bob Marley

Manu Chao raccontò che scrisse “Mr. Bobby” in un suo periodo particolarmente difficile, dove per tirarsi su di morale ascoltava Bob Marley ininterrottamente. Anche per me quelle canzoni hanno la forza di assecondare i momenti di felicità e di rendere meno duri quelli più difficili. Non tanto per i testi, troppo spesso pieni di rimandi mistici e religiosi che non appartengono al mio vissuto, ma piuttosto per il suono, la voce, il ritmo, ricchi di una forza rara, di un’energia impressionante. Bob Marley ci ha lasciato in eredità un patrimonio musicale eccezionale, che trascende il reggae e che considero come una pietra miliare nella mia formazione musicale.

Birra Baladin

Per la prima volta parlerò di birra e non di vino, anche perché nel piacere tutto romano di mangiare “a pizza bianca co ’a mortazza”, la bionda è l’accompagnamento ideale. Chiedo consiglio a Max di Malga Valli che, da trentino, di birra ne sa qualcosa certo più di me e opto per una che mi fece bere su da lui in montagna nel Passo del Pasubio, la “Baladin”. Nel loro birrificio artigianale ci troviamo di fronte ad artigiani, appassionati e conoscitori al servizio della nostra amata birra. Bello scoprire che il coraggio paga, loro hanno creduto nel malto e ne hanno tirato fuori l’anima. Complimenti.

Semifreddo al cioccolato (per sei persone)
Ingredienti: 120 gr. cioccolato fondente puro, 100 gr. di zucchero a velo, 100 gr. di burro, 3 tazzine di caffè non zuccherato, un bicchierino di rum, quattro uova, due pacchetti di biscotti tipo savoiardi, preferibilmente Pavesini.
Preparazione: lavorate bene lo zucchero a velo con i tuorli finché non siano spumosi, aggiungete piano piano, sempre montando, il burro a pezzettini, quindi il cioccolato lasciato precedentemente  fondere a bagnomaria. Versate nel composto le chiare montate a neve e amalgamatele dolcemente con un cucchiaio di legno, perché non si smontino. Rivestite una forma da plumcake con i biscotti inzuppati nel caffè misto al rum, riempite con la crema al cioccolato, coprite con altri biscotti. Proteggete con una pellicola di cellophane e conservate nel surgelatore per due ore prima di servire.


Don Pasta


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