I prossimi potete essere voi

di Stefano Mancinelli su 16 mesi - Smemoranda 2015





Ciao a tutti! 

Vi voglio raccontare di quel giorno in cui la maestra, una mattina, ci fece fare un tema dal titolo: Il mio sogno nel cassetto

A differenza delle volte precedenti, ebbi un lampo di ispirazione e, che ve lo dico a fare, ho cominciato a scrivere e non ho smesso più, tant’è che, per la prima volta, non solo ho riempito tutte e quattro le colonne del foglio protocollo, scrivendo fitto fitto, ma ho dovuto utilizzarne un altro!!! La mia insegnante, ovviamente, gridò al miracolo, abituata ai miei temi non proprio chilometrici. Non credeva ai suoi occhi mentre mi vedeva super impegnato a scrivere senza staccare la testa dal foglio. Pensò di aver avuto unallucinazione tantè che chiese alla bidella se, nel caffè che le aveva preparato e portato, le fosse scivolata qualche pasticca del farmaco a base di cannabis che prendeva (e, ironia della sorte, la bidella si chiamava anche Maria!!! Hi, hi, hi!!!). Niente di tutto ciò, fortunatamente. Ciò che vedeva era reale! 

Sicuramente ora sarete curiosi di sapere cosa io abbia scritto sul tema (Forse meglio: nel tema) e quale fu la mia fonte dispirazione. Provate a indovinare, non è affatto difficile. Non riuscite?! Vi arrendete?! Ok, non vi lambiccate troppo il cervello. Ve lo dico io. Siete pronti?! Rullo di tamburi… 

Il BASKET!!! 

Ebbene sì, proprio questo fantastico ed emozionante sport! Scommetto che ci sareste arrivati anche voi. 

Dovete sapere che ho cominciato a giocare a basket fin da quando ero nella pancia di mia madre… be, dai… non proprio da quel momento, ho esagerato… però, da quando ho iniziato a gattonare e poi a muovere i primi passi, la palla a spicchi era sempre con me. Me la portavo dietro come fosse un orsacchiotto o una coperta. Da una parte era inevitabile, visto che sono nato da una famiglia di cestisti (si può proprio dire che son cresciuto a pane e basket!). Poi, quando ho cominciato a camminare, nessuno mi ha più fermato. Quando i miei mi portavano a vedere le partite di mio fratello o degli adulti, scendevo in campo, tra un tempo e laltro, a giocare con gli altri bambini. Poi, a quattro anni, ho proprio iniziato a giocare perché mio padre, che allenava, mi portava con sé. 

Tornando al tema, non appena ho letto sogno nel cassetto, non ho fatto altro che scrivere ciò che avevo desiderato da sempre e le mie esperienze di vita legate al basket fino a quel momento. Avevo solo nove anni, ma avevo già molto da raccontare. In più, scrissi che il mio sogno nel cassetto era destinato a diventare realtà e che il lavoro che avrei svolto da grande sarebbe stato il giocatore di basket. Ed è stato quello che ho fatto, ma la mia insegnante, che ha apprezzato molto il tema, mettendomi un ottimo come votazione (il mio primo e ultimo “ottimo”, ma il più importante e significativo della mia vita), non poteva sapere che lo sarei diventato realmente. O forse sì, perché rimase positivamente colpita dalla passione, convinzione e ispirazione che mi portarono a scrivere un tema così lungo ed emozionante. Le era rimasto così impresso nella mente che anni fa, incontrando mia madre, e facendole i complimenti per la mia carriera, le accennò a quel famoso tema di quarta elementare. 

Concludo dicendo che qualsiasi sogno abbiate, lottate e impegnatevi per raggiungerlo, e non arrendetevi mai!!! Io ce lho fatta. I prossimi potete essere voi. 


Stefano Mancinelli


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