Il mestiere di recitare

di Cristiana Capotondi su 16 mesi - Smemoranda 2014





Nella vita di un attore ci sono momenti in cui si è esposti alla luce del sole e tutti ti guardano, come quando sei sul set, un film è nelle sale, fai un servizio fotografico, rilasci un’intervista o sfili sul red carpet. E poi ci sono momenti, quando il sole non c’è, in cui cerchi una sceneggiatura, trovi la forza di dire no a un progetto, costruisci i rapporti con le persone che ti aiutano a diventare grande.

Ecco, per me, il mestiere dell’attore è quello che faccio di notte, quando il sole non c’è, perché di giorno, sul set, è un gioco che si può fare bene solo se si lavora bene di notte. Quando ero una studentessa universitaria venne a trovarci un’attrice, con cui anni dopo ho lavorato. Tutti i miei compagni rimasero affascinati dai suoi racconti su come fosse bello interpretare dei personaggi e come fosse appagante l’amore dei fan.

Io, all’epoca, avevo già fatto del cinema e avevo già degli anticorpi a riguardo. Ciò che mi sconvolse fu come la versione superficiale della cosa fece breccia nel cuore dei miei compagni.
Fare l’attrice per me non è un mestiere per vanagloriosi.
Io credo, senza presunzione, che solo chi ha imparato a fare bene il mestiere dell’attore sa che la parola più importante è MESTIERE. Solo sapendo fare bene un mestiere si comincia a scoprire il piacere connesso al lavoro. All’inizio ogni cosa che fai dipende da chi ti sta attorno e la tua capacità di incidere nelle cose che ti riguardano è molto bassa. Poi, impari che “di notte”, quando lavori, puoi far crescere la tua capacità di prevedere i problemi, di intuire le soluzioni e così, improvvisamente, non sei più solo un’attrice, ma una persona che ha un mestiere e lo mette a disposizione di altri con cui ha uno scopo comune: raggiungere la perfezione nel proprio lavoro.

La magia che si crea quando lavori con persone “di mestiere” è proprio questa: tutte si sono meritate quel giorno di sole lavorando di notte, studiando, imparando segreti, rubando esperienze e, per questo, quando lavorano assieme, tutto diventa leggero e divertente. Perché, per fare del cinema un mestiere da sogno, ci vuole quel genere di lavoro che gli spettatori non vedranno mai, se non riflesso nella leggerezza e bellezza che si riesce a incarnare.

Marcello Mastroianni diceva: «Quando sono sul set, sono in vacanza». La notte, per me, è tutto quello che di un mestiere non vedi, ma che consente al sole di sorgere domani…


Cristiana Capotondi


Vedi +

Smemoranda 2014


Vedi +