Gli amici della Smemoranda mi hanno chiesto di scrivere qualcosa sul tema utopia-sogno, consigliandomi di partire dal testo della canzone L’isola che non c’è… 
“… E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perchè chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!…”
Quello che c’era da dire penso che sia sintetizzato in quest’ultimo verso.
Aggiungerei, a proposito di sogni, che è anche il titolo di una delle ultime canzoni, la frase: “… Sogni che non ti fanno dormire, sogni che non li vuoi raccontare, troppo grandi per poterne parlare, troppo dolci per doversi svegliare…”
Ma a questo punto forse sarebbe più giusto, esplicativo e divertente parlarvi di Gigi…
Gigi è uno dei miei amici più cari; è quello che nei momenti di disagio e sconforto mi chiama al telefono, mi tira su di corda e mi dà la carica. Gigi è nato a Positano, un posto bellissimo tra Napoli e Sorrento e, naturalmente, ama il mare.
Quando mi chiama al telefono per incoraggiarmi ricorre ad argomentazioni logiche e razionali e quando affronta il mare, che sia vicino alla costa o al largo o in pieno Mediterraneo, lo fa con entusiasmo, ma con cautela… “Il mare esige rispetto”, mi sussurra all’orecchio, citando come al solito una delle frasi del nonno.
Suo nonno era pescatore e non gli ha lasciato in eredità titoli nobiliari o ville e palazzi, ma i suoi detti, proverbi e parabole, che sono in verità un patrimonio di valore inestimabile. Gigi è laureato in fisica (in questi giorni ha vinto un concorso alla ricerca all’Università di Roma) e tutti lo considerano un ottimista, l’ “ottimista” per antonomasia, quello che, ad esempio, mentre siamo in auto e mancano 100 chilometri di strada tortuosa o trafficata per arrivare al traghetto per l’isola d’Elba, convince me e gli altri del “clan” che “possiamo farcela”, che “sente che ce la faremo”, e a chi gli obietta che non abbiamo la prenotazione sulla nave, che è ferragosto, che quando pure riuscissimo per miracolo ad arrivare nell’isola, non abbiamo prenotato nè albergo, nè pensione, nè camping, nè un accidente di niente, replica: “Io non credo ai miracoli, ma alla determinazione, perciò ora pensiamo ad arrivare al traghetto con calma, non ci facciamo prendere dal panico, ho analizzato la situazione e ho calcolato che abbiamo 60 probabilità su 100 di farcela (percentuale confortante date le circostanze). 
Poi, quando arriveremo al molo ci dividiamo i compiti: uno blocca con uno stratagemma il marinaio che molla la fune, altri due si interessano alla manovra ed Edo va alla biglietteria dall’altro lato del porto, sia perchè è il pi- veloce sui duecento piani, sia perchè ha un viso conosciuto e magari alla biglietteria si commuovono”.
Gigi è il tipo che una volta arrivati stile “Indiana Jones” sulla nave, continua a ripetere: “Niente sconforto, un posto per dormire lo troveremo”. E che quando alla fine, alle 9 di sera, ci insediamo in una villa panoramica con stanze da letto, cucina e doppi servizi, rimasta vuota nonostante fosse stata prenotata da tre mesi (accompagnati dal proprietario sorridente che ce l’ha affittata), osserva : “Vedete, ragazzi, quelli che stasera non sono arrivati in questa casa, e di cui abbiamo preso il posto, sono magari quelli che a 100, o 50, o 20 chilometri dal traghetto si sono lasciati prendere dal panico e dallo sconforto e non ce l’hanno fatta”. E poi aggiunge: “Però mo’ basta cu ‘a filosofia, jammo a’ magnà, pecchè comme diceva ‘o nonno … panza chiena se ragiona meglio!…”
Gigi non è un ottimista, ottimista è un termine che non mi piace molto, perchè è sinonimo di sconsiderato, imprudente, incosciente, irresponsabile ecc… Gigi è un realista che si muove e pensa sempre in equilibrio tra il “buon senso” e la logica.
Dal nonno pescatore ha ereditato il rispetto per la natura e l’ambiente, inteso poi come rispetto e salvaguardia di se stesso, il “buon senso” in altri termini, quell’elemento sottovalutato ma essenziale nei momenti cruciali e nelle scelte importanti. E’ quasi sempre il “buon senso”, più che la logica e il calcolo che ci salva, e che salva nel corso della storia l’umanità sull’orlo della catastrofe.
La ricerca scientifica e lo studio della fisica danno, è vero, a Gigi quelle cognizioni che gli permettono di rendere al momento opportuno “credibili” e “plausibili” certe affermazioni apparentemente da “fanfarone ottimista”, ma la consapevolezza che per raggiungere gli obiettivi più difficili sono importanti autodeterminazione e rispetto per la natura e per gli uomini, gli è stata insegnata dal nonno.
… Per concludere, Š vero che a volte gli obiettivi sembrano utopistici, ma con buon senso, determinazione, amore e con un pizzico di logica, raziocinio e tecnologia si possono anche raggiungere!


Edoardo Bennato


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Smemoranda 1992


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