Il tempo dell’amore

di Chiara Gamberale su 12 mesi - Smemoranda 2009





Si conoscono a una cena pre-elettorale, dove tutti e due sono stati trascinati.
– Va bene, l’elaborazione di un rapporto che è andato a puttane è come quella di un lutto, ha bisogno dei suoi tempi…– Ha insistito con lui il cugino, gosht writer del candidato sindaco Poletti che a leggere i pronostici dovrebbe vincere al primo turno senza nessuna difficoltà. – Ma a un certo punto quei tempi dobbiamo essere noi a velocizzarli. Lo so che dev’essere sconvolgente, perfino io non riesco a farmene una ragione, stavate insieme dal secondo anno delle superiori tu e Patrizia, era come una sorella per me. Con il suo insegnante di pilates… Impossibile, me ne rendo conto. Ma ormai sono passati tre anni. La vita continua. E il momento per prendere una rincorsa può essere stasera.
– Ma se non esci mai questo salvatore che ti rivoluzionerà la vita e le darà finalmente un senso, come dici tu, quando potrai incontrarlo?- Ha insistito con lei la sua amica più cara.- Mica ti piovono in casa, gli uomini. Bisogna andargli incontro. Vai dal parrucchiere, infilati quel vestito verde che ti lascia la schiena nuda, truccati e fatti trovare pronta per le nove.
Cominciano a parlare più per noia che per interesse. Si ritrovano all’improvviso vicini e soli, al tavolo dove si raccolgono le firme per sostenere Poletti, a gestire l’imbarazzo in cui il cugino di lui e l’amica più cara di lei li hanno fatti precipitare, cominciando a chiacchierare di tutto e di niente come si conoscessero da sempre, e poi allontanandosi, assicurando che sarebbero tornati immediatamente, giusto il tempo di cercare un tabaccaio aperto per comprare le sigarette- le abbiamo finite tutti e due, incredibile quanto dura poco un pacchetto quando sei in buona compagnia, allora ciao, eh, vota Poletti, mi raccomando!, torniamo subito, ciao.
Cominciano a parlare, insomma. Lei avverte qualche brivido di freddo, d’altronde a marzo uno non sa mai come vestirsi, dice lui, già, sospira lei, già.
Un paio di minuti rotolano via in silenzio. Durano tantissimo.
– La mia ex moglie per quanto lo detestava, il freddo, nemmeno a ferragosto toglieva il piumone dal letto.- Fa lui.
– Figurati, io non vedo l’ora di incontrare la persona giusta e trasferirci insieme alle Fiji, dove ci sono quaranta gradi per tutto l’anno.
Rotolano via  altri minuti, altri silenzi. Il cugino di lui e l’amica più cara di lei non tornano. Lei prova a chiamare sul cellulare l’amica. Risponde la segreteria telefonica. Lui prova a chiamare suo cugino. Il cellulare squilla a vuoto.
Maledizione, non ho nemmeno la macchina perché stasera l’ho prestata a mia moglie, sai com’è, si era dimenticata le luci accese nella sua, la batteria si è scaricata e doveva pur andare a lezione di tip tap in qualche modo.
Io non ho neppure la patente…Sono all’antica, sai, e sogno un uomo che magari non arriverà su un cavallo bianco, certo, mica sono scema, ma capisci cosa intendo? Comunque sarà lui a voler, come dire, guidare, a guidarmi, ecco, via, lontanissimo da questo schifo di vita qui.
 Chiamano un taxi.
 Fanno l’amore subito, a casa di lui. Nemmeno il tempo di spogliarsi.
 Lei ha ventinove anni, è stata per tre volte campionessa italiana di ginnastica artistica, posa come modella per i cartelloni pubblicitari di un’importante catena di negozi di biancheria intima, ha le ossa lunghe, gli occhi larghi e chiari, un’incredibile somiglianza con Charlize Theron.
 Obiettivamente lui non è mai stato a letto con una ragazza tanto attraente.
Lui ha quarantaquattro anni, due lauree e tre dottorati, ha insegnato Letteratura Italiana a Princeton, vinto un Campiello con un romanzo che ha messo d’accordo pubblico e critica, collaborato come sceneggiatore con Antonioni, c’è chi sostiene che a David Linch l’idea di Mullholand Drive sia venuta dopo una discussione con lui sul senso dell’amore, del tempo, dell’amore nel tempo, e dell’esistenza in generale.
Obiettivamente lei non ha mai conosciuto un uomo tanto interessante.
Fanno l’amore ancora, quella notte. E ancora.
Verso le sei del mattino lei sta per chiedergli di chiamarle un taxi quando lui si propone di farlo.
Non puoi neanche immaginare cosa mi è successo.- Esordisce l’amica più cara di lei, quando verso mezzogiorno le telefona.- Scusami e scusami per averti lasciato sola, ma sai cosa vuol dire incontrare proprio la persona che non lo sapevi ma stava cercando te? Lo sai?
Lo sai, mi mancava qualcosa da un pezzo.- Si presenta da lui in Università il cugino.- E stanotte ho capito che cos’era: mi mancava di conoscere la persona che ho conosciuto stanotte. O meglio. Di riconoscerla. Perché non è che ci siamo solo conosciuti, capisci? Io e quella donna ci siamo riconosciuti.
 Passa circa un mese. Nessuno dei due si fa vivo con l’altro o aspetta con particolare trepidazione che l’altro lo faccia.
Si incontrano di nuovo a una cena, che la più cara amica di lei e il cugino di lui organizzano per annunciare la decisione di vivere insieme.
–   Vi immaginate se un mese fa avessi saputo che Poletti non sarebbe diventato sindaco, che tragedia irreparabile sarebbe stata per me?
E invece adesso pure se ha vinto quell’altro chi se ne frega, comunque abbiamo vinto noi due: abbiamo vinto, capite?  
Per tutto il corso della serata la nuova coppia non fa che sfoderare e sfoderarsi a vicenda un’insopportabile felicità.
Al termine della cena lui e lei si trovano di nuovo soli.
Stavolta vanno a casa di lei. Ma prima fanno l’amore in macchina.
Quando arriva l’alba, lui gliela butta lì:- Domani è sabato, non posso vedere mio figlio perché la mia ex moglie è andata in Kerala a imparare delle nuove tecniche di meditazione e se l’è portato dietro, che ne dici, ti va di fare qualcosa insieme?
Per me.- Risponde lei.- L’importante è che possa tornare a casa per le sette perché ho un appuntamento con un agente immobiliare.
Che fai, cambi casa? Questa mi sembra deliziosa, è perfetta.
Perfetta per una persona sola, sì, ma per due ci vogliono spazi più grandi. Io ho il mio carattere, di sicuro l’uomo che incontrerò avrà il suo (a me non piacciono mica i senza palle), insomma, devo predispormi, almeno una stanza a testa ci vorrà.
Vanno a fare colazione in un bar del centro, passeggiano, pranzano, vanno al cinema, ancora passeggiano. Alle sette lei va al suo appuntamento, ma per cena si vedono di nuovo, in un ristorante sahariano aperto da poco.
Finalmente un posto in cui non sono mai stato con la mia ex moglie!
Carino, sì. Ma a me piacciono le cose vere, non so come dire. Sogno un uomo che mi porti in una di quelle bettole dove però si mangia benissimo, dove ci sfondiamo di insaccati, pizza unta e vino della casa tanto della linea da quando ci siamo incontrati non ce ne frega più niente.
Mmmh. Guarda che a mangiare male poi ne risente la tua vita. La mia ex moglie ha seguito un corso di cucina macrobiotica e me lo diceva sempre. Siamo tutto quello che facciamo: come parliamo, come dormiamo, il cibo che scegliamo, appunto…
Ma mio marito sarà un uomo d’altri tempi, mica uno di questi ermafroditi che vanno in giro adesso. Attento a quello che mangia? E il passo successivo qual è? Depilarsi le sopracciglia? No no. Sarà un maschio vero, lui.
Il maschile e il femminile sono categorie del pensiero, diceva la mia ex.
Tu sei donna e fai la donna, io sono uomo e faccio l’uomo! Questo sarà l’imperativo della persona con cui finalmente potrò condividere tutto e sentirmi a casa.
Passano settimane, mesi, le vacanze estive, arrivano quelle natalizie.
Lei ormai sa quali film piacciono all’ex moglie di lui, quali canzoni, sa che preferisce i pantaloni alle gonne, le scarpe basse a quelle con il tacco, che se non sono le tre di notte non riesce ad addormentarsi e la mattina non si sveglia mai prima delle dieci.
Lui sa che lei presto incontrerà un uomo che amerà guardare i vecchi western quando li danno su Rete 4, un uomo che ancora frequenta gli amici delle superiori, uno che sarà sempre in piedi almeno mezz’ora prima di lei per farle trovare cornetti caldi e spremuta d’arancia a colazione.
Non so che succede…All’improvviso, poi. Niente, non c’è niente da fare. C’è che non lo sopporto più. Lo sai che la sera, quando andiamo a letto, apro il rubinetto della vasca per fargli credere che faccio il bagno e invece aspetto solo che si addormenti per non essere costretta a farci l’amore?- Si sfoga con lei la sua amica più cara, alla vigilia di Natale.
Andarmene proprio oggi, certo…Ma non posso resistere un’ora di più. Stasera lei sarà dai suoi per il cenone e io metto tutte le mie cose in valigia e via, senza troppe storie. Quando è finita è finita. Pensa che ho scoperto che non era nemmeno andata a votarlo, Poletti. Aveva perso il certificato elettorale, ti rendi conto? Che qualunquista irresponsabile. Che stronza. – Si confida con lui suo cugino.
Si incontrano dopo mezzanotte, in un bar.
Natale è devastante. La mia ex moglie ci proibiva di festeggiarlo da quanto la deprimeva. Bisognava far finta di niente.
Bah. A me questa giornata mette sempre una folle allegria addosso. Già me lo vedo mio marito, vestito da Babbo Natale per fare una sorpresa ai nostri bambini…Che tenerezza.
Rimangono lì, a bere gin tonic finché non viene mattina.
Poi se ne andranno insieme a casa di lei. Passeranno capodanno a Londra. Di lì a poco cominceranno a vivere insieme, del tutto casualmente, a casa di lui. Non si sposeranno, ma lei rimarrà incinta.
La mia ex moglie dice che è felice per me.- Le dirà lui.
Mio marito un domani non si farà problemi a considerare anche questo come figlio suo.- Gli dirà lei.
Saranno piuttosto felici.


Chiara Gamberale


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