In campo mi faccio sentire

di Gianluigi Donnarumma su 16 mesi - Smemoranda 2017





Magari mi leggete mentre vi state distraendo durante l’ora di matematica (per me che frequento Ragioneria è sempre stata la più dura…), io quando non avevo voglia di seguire scarabocchiavo sempre il diario; per fortuna sono molto alto, così avevo la scusa per sedermi in fondo.

Forse pensate che sono un ragazzo fortunato: ok, lo sono, mi chiamo Gigio Donnarumma, ho 17 anni e gioco nel Milan. Portiere. Però non è che posso fare proprio quello che voglio, che ho tutte le libertà del mondo. Intanto anch’io vado a scuola. Gli orari dipendono dagli allenamenti, mettiamo che devo andare a Milanello al pomeriggio, allora faccio lezione al mattino dalle 8 alle 11, poi vado ad allenarmi. A me non pesa, anzi: quando mi alleno mi sento veramente libero perché non penso a niente. Io vivo in convitto da solo, a Milano, i miei genitori mi vengono a trovare ogni tanto e devo ammettere che la mia famiglia mi manca molto, ma devi scegliere: io volevo diventare calciatore e ho seguito la mia strada.

Alla sera bisogna rientrare alle 23.30, ma io esco poco, dopo cena gioco alla playstation oppure studio un po’ (massì dai, diciamo così). Insomma, durante la settimana avete più libertà voi di me, poi però la domenica mi mettete al Fantacalcio e io vi faccio vincere. Alla domenica in campo, però, qualche libertà me la prendo io: libertà di uscire dall’area, perché sono un po’ spericolato ogni tanto, alla Neuer, e di farmi sentire con i compagni, anche se sono così più grandi di me, perché un portiere lo deve fare per dare sicurezza. Io nella vita sono timido, ma in campo mi faccio sentire. Mi piace lo spirito di squadra: dobbiamo aiutarci per mantenere il gruppo, se vedi che il tuo compagno ha un momento di difficoltà, gli dici una parola di conforto, provi ad aiutarlo. Penso che anche la classe debba funzionare così: quelli più secchioni aiutino gli altri compagni!


Gianluigi Donnarumma


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