Ciao. Poesia per scoppiare i petardi in classe

di Ivan su 16 mesi - Smemoranda 2019





ciao

no va be’ che bomba

scriver questa poesia come uno spillo di tromba

com’il rimbombo d’un colmo nel silenzio della spiegazione

ciao e rivoluzione

m’immagino te che sbirci a lezione

in classe con classe

una poesia come un campo di pallone al sole

come il ritornello d’una canzone che canti per ore

 

ciao

è anche quella volta che ho detto addio

ma in verità era solo un arrivederci

e magari arrivarci subito che mi sbagliavo io

altro che non ci rivediamo più

in verità era solo un “a più tardi” pieno di ritardi

ed ecco di nuovo scoppiare i petardi

e ciao

la grammatica che mi disprezza

e fai festa per campanella che t’aspetta

 

un giorno ho capito poi che ogni giorno è pieno di nei

di noi

e ciao che illuminazione direte voi

ma per far i poeti non occorre esser eroi

serve provare a non dar alle tue convinzioni un prezzo

ti costringe solo al riscatto di chi è costretto al disprezzo

ad andar di corsa che non t’aspetto

a curarsi di quel che sta sotto ogni sospetto

alle stelle sopra il tetto

come pescare l’asso dal mazzo

che ogni poeta è un poco pazzo

e ciao

scrivi senza freni

dalla testa ai piedi

 

che poi a me star in mezzo a te piace

perché c’è chi detta solo la storia che gli si addice

invece c’è chi la scrive ma non lo dice

e saluta come tutti gli stessero accanto

ch’ognuno di noi vale per l’impegno e ’l coraggio

mica perché siamo superiori

tutti sbagliamo di tanto in tanto

occorre esser differenti per restare accanto

 

ciao

la poesia quest’anno l’ho lasciata scappare

ha corso più veloce della penna che non mi sta mai ad aspettare

che Gino e Michele son per me come la casa al mare di mia madre

Nico n’è l’onde e ’l sole

Caterina e Anna sorridono e han pazienza d’affittare

e chissà se la Smemo quest’anno mi saprà perdonare

di star qui a sproloquiare parole sempre nuove

la regola che se ne va schifata senza guardare

tu che per me sei tutto quel che c’è da vedere

e ora ciao che ci dobbiamo salutare

che la poesia tocca a te

che ciao davvero

fidati

è più salutare

 


Ivan


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