Provare a essere pesci

di Jovanotti su 16 mesi - Smemoranda 2020



Provare a essere pesci

Stamattina, mentre non pensavo a niente, mi è venuta in mente la frase “sano come un pesce”, un modo di dire anche un po’ vecchio che credo non si usi neanche più. Io, per esempio, non l’ho mai usato, non l’ho mai messo in una canzone e non ho mai risposto così a qualcuno che mi chiedeva come stavo. Eppure è abbastanza facile intuire come dev’essere nato…
Non so se i pesci che nuotano nel mare si ammalino (escludiamo gli acquari), forse sì, come tutti gli animali, ma se fossi stato un uomo dell’antichità – dev’essere da lì che è partito il detto – in effetti non mi sarebbe mai venuto in mente un pesce con il raffreddore, o un branzino che si becca l’influenza, o un delfino con una carie.

Forse all’origine del mio ritrovarmi tra le mani questa frase c’è anche che tempo fa ho rivisto uno strepitoso documentario di quel gigante che si chiama Werner Herzog (se non lo avete visto vi consiglio Fitzcarraldo o più recentemente Incontri alla fine del mondo), ambientato in Antartide, e non mi ricordo in che punto lui dice che da quelle parti, nonostante il freddo micidiale, non ti puoi prendere il raffreddore perché con quel cazzo di freddo i batteri non ci sono proprio, non ci vanno, quindi puoi morire congelato ma non di raffreddore, e nemmeno di polmonite. Questa è una buona notizia che non mi servirà forse mai in senso pratico, ma che accende la mia fantasia. Mi ha colpito molto, perché sono fatto così, e mi colpiscono quasi più le cose buttate là che tutto il resto.

Poi si è aggiunta una cosa che mi ha detto quell’altro gigante che si chiama Giovanni Soldini (Ha cominciato a far vela sin da bambino. In oltre venticinque anni di regate oceaniche ha completato due giri del mondo in solitario!), un giorno mentre lo interrogavo sulla sua esperienza di navigatore, che è ciò che faccio ogni volta che lo incontro. “In alto mare non ci si ammala, perché i batteri” mi ha detto “che ci vanno a fare?”. Non c’è nessuno in alto mare, tranne Soldini e pochissimi altri, quindi loro – i virus e i batteri – lì non hanno interesse ad andare, mentre i pesci se ne stanno sotto, quindi non sarebbero adatti in ogni caso a offrire ospitalità.

La meditazione che vi propongo è di provare a essere pesci. Come dice Lucio Dalla in una delle canzoni più belle del mondo, “i pesci dai quali discendiamo tutti”. Com’è profondo il mare!


Jovanotti


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