La mia notte vive su un balcone. Osserva i tetti che riposano e i gatti in amore.

Poi scende in strada con un lume e inizia a cercare tutte quelle cose che non
servono più agli altri. La mia notte si accontenta di poco e utilizza il buio per riconoscere meglio quelle storie che rivivranno in un sequencer o nel word processor del mio Mac. La mia notte ha bisogno del sorriso della luna e del sentiero luminoso delle stelle, perché senza di esse è meglio starsene dentro casa dietro la finestra del balcone, soprattutto quando le nuvole volano basse e tentano di affogare l’anima.

La mia notte è piena di anime reiette che cercano consolazione, a volte canto per loro per avere una lezione e solo dopo che le ho ascoltate riesco a prender sonno, altrimenti non sarei più io e non godrei del giorno.


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