La notte e la città

di Mario Maffi su 16 mesi - Smemoranda 1993





We kissed on a corner we danced through the night The Pogues 
La Notte, la Città – dopo Gogol, dopo Poe, dopo Baudelaire, non era stato più possibile separarle. Come un fiume di passione, la Notte scendeva per le strade e le piazze della Città, e in un grande battito collettivo le riempiva con il carnevale e con la danza, con la lotta e con l’amore…
Poi (chissà perché? chissà da chi?), per anni – tanti anni – la Notte e la Città furono separate. Dalle strade e dalle piazze scomparvero il carnevale e la danza, la lotta e l’amore, e anche Gogol e Poe e Baudelaire furono dimenticati – nomi ed esperienze del passato, reperti archeologici sepolti sotto lastre d’indifferenza.
La Notte e la Città rimasero ciascuna con se stessa, sole e nude sotto luci fioche, mentre tutt’intorno s’aggiravano lugubri figure: maschere strane dai colori innaturali, ratti osceni dal pelo rasato, fantasmi filiformi dagli occhi bianchi … 
Dove fosse finito il grande fiume di passione che prima, di Notte, si riversava per la Città, nessuno sapeva.
Fu così e basta, e le strade e le piazze (e la Notte e la Città) soffrirono, oh come soffrirono! Eppure a un certo punto (quando? come?), con lenta rapidità, le cose cambiarono. Fu un suono, fu un sussulto, fu un fremito, e la Notte e la Città tornarono a vivere, il fiume tornò a scorrere, e nelle strade e nelle piazze le lugubri figure dovettero arretrare passo dopo passo davanti al carnevale e alla danza, alla lotta e all’amore che si riprendevano ciò ch’era stato loro.
E nelle vene della Città riprese a pulsare il grande battito collettivo della Notte.
E anche Gogol e Poe e Baudelaire furono visti sorridere di nuovo.


Mario Maffi


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Smemoranda 1993


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