Questo camper puzza, è un dato di fatto. Ma adesso che io e Robi One Kenobi (Roberta Mentucci per l’anagrafe) stiamo tornando a casa coi finestrini abbassati, già non me ne accorgo più. Era una specie di miraggio, ‘sta vacanza: ogni volta che chiedevo il permesso ai miei, loro mitragliavano una sfilza di “no” che mi sono appuntata come medaglie all’onore, poi tornavo all’attacco e dopo il diploma ho vinto.

Mentre l’autoradio spara Lost On You, penso che la ricerca empirica, quella che si basa sull’osservazione diretta e indiretta dei fatti, non è la cosa astratta che ci hanno insegnato a scuola. Quello che voglio dire è che qui, ora, dentro al camper che puzza, io so che questo camper puzza, e osservando la pila di magliette sudate che abbiamo accatastato, ho capito che la libertà può puzzare, anche per via dei piatti mollati nel lavello e per le sigarette che i nostri amici toscani hanno fumato qui dentro, mentre come acrobati percorrevamo il filo di un discorso assurdo cercando parallelismi tra il pensiero di Kant e quello di Mika.

Mentre Robi One guida, con l’indice si tortura le bollicine intorno alla bocca: una reazione dovuta all’acqua di mare più saliva e barba hipster del tipo con cui ha limonato facendo il bagno. Ora ha un eritema da sfregamento. Forse è anche per questo che non sono invidiosa. Ha detto alla farmacista che è stata una medusa, e ho fatto fatica a restare seria. Il mare a me ha fatto un gran bene, invece: ho un effetto shatush da urlo, ecosostenibile e a costo zero. È bastato non farmi lo shampoo.

Tornando all’esperienza, il ricercatore dovrebbe trarre spunti per confermare o rigettare una teoria. Ecco, molte teorie della mamma sono infondate, infatti non siamo morte per esserci concesse un po’ di libertà, e alla fine ne ho sviluppata una mia: lo so che al mondo esistono cose brutte, ma se dessi retta a tutte le paure dei miei tanto vale morire subito. Ho vissuto questa prima vacanza facendo quel che volevo, padrona del mio tempo: deduco che sia l’unica strada che vale la pena percorrere. A dirla tutta è una teoria che avevo in mente da prima, ma adesso l’ho testata: funziona. «Sono la regina della ricerca empirica» grido, coi piedi nudi sul cruscotto. Robi One Kenobi si gira e mi sorride con la sua bocca a cavolfiore. So già che regaleremo ai suoi una nuova paura: le meduse assassine. Concludo che va benissimo così.


Lorenza Ghinelli


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