La seconda volta è quella buona per capire le barzellette, 
per riuscire finalmente con un pezzo di stagnola a costruire le barchette;

la seconda volta è più facile fermarsi,
concedersi un sorriso
e addirittura rilassarsi.

La seconda volta ogni posto è cambiato,
tutto ci appare diverso e qualcuno ti trova invecchiato,
la seconda volta sei stato capace di nuotare
se la prima volta eri riuscito a non affogare;

la seconda volta che un uomo mise piede sulla Luna
appena sceso trovò bottiglie vuote e cartacce,
ne chiese conto dunque al primo che però lo prese a
parolacce: “Ti giuro non è stata colpa mia”.
E fu così che nacque la prima spaziale bugia;

ci sono film che la seconda volta
riescono ancora a emozionare
e c’è chi li guarda sperando che per miracolo
il finale possa cambiare;

i giapponesi fanno un viaggio di due giorni
intorno al mondo per riuscire a riposare
ma se ne accorgono solo la seconda volta
guardando foto e filmini sino a vomitare;

la seconda volta si insegue sempre la prima
come di chi non vuol crescere
o di chi disperatamente cerca una impossibile rima;

la seconda volta non è concesso di sbagliare
ed è quindi quella giusta per imparare a perdonare.


Fabio Fazio


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Smemoranda 2001


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