Se la vita è un biliardo e le persone sono le bocce, io faccio la sponda. 
C’è una luce che ci attira nelle noiose notti di periferia, una luce che diventa un “faro” che ci pilota e ci segnala la rotta da seguire per arrivare a un ormeggio sicuro. Questa luce è l’insegna del bar.
Il bar per noi diventa un centro culturale, un luogo dove si impara a conoscere i segreti della vita, una via di mezzo tra il grembo materno, un centro sociale e l’università.
In questo luogo, seduti attorno a un biliardo, si ascoltano le storie leggendarie di oggetti sconosciuti di cui si parla tanto ma che nessuno ha mai visto, tipo gli ufo, la figa, ecc., ed è in questo luogo che nascono amicizie che segneranno la tua vita.
Esistono due tipi di amicizie: quelle maschili e quelle femminili. Quelle maschili hanno un nome: Mario.
Questo è il tipo di amico con cui ti confidi quando imperversa una crisi sentimentale, commettendo così l’errore imperdonabile di raccontare tutti i fatti tuoi all’amico del cuore, comprese le varie performance sessuali della tua fidanzata, trovando in Mario un attento ascoltatore.
Questo è il tipico amico che ti consiglia il comportamento da adottare nella crisi di coppia, tipo: fai il duro, mandala a cagare, trattala male che si attacca di più, ecc., mentre lui, che ormai esce con noi tutti i giorni, ha un comportamento con la nostra fidanzata completamente opposto (bravo furbo).
Il finale è chiaramente scontato, ma la cosa che mi fa più incazzare è che quando lei lascia anche lui, è proprio Mario che viene da noi piangendo e dice:”La tua fidanzata mi ha lasciato, avevi ragione è proprio una stronza”.
L’altra amicizia è quella femminile e qui entra in gioco un nuovo persongaggio che piace alle donne non perché è carino, ma perché è simpatico: l’armonizzatore.
L’armonizzatore é quello che porta le ragazze tutta la notte in macchina, rigorosamente una 127 rustica, in quei posti molto romantici, con la luna, le stelle e altre dieci macchine tutte intorno con i giornali appiccicati ai finestrini. Dopo circa sessanta sigarette lei comincia a dire: “Con te ci parlo bene, con te ci sto bene, non sei come il mio ex che è una bestia e non capisce i miei problemi ecc…”
La seconda sera la porti ancora in macchina e lei passa ancora la nottate dicendo: “Con te ci parlo bene, con te ci sto bene” e quasi sempre finisce dicendo: “Non faccio l’amore con te perché ho paura di innamorarmi e finirebbe un’amicizia”.
A questo punto questa donna sparisce per una settimana e quando la rincontri ti bacia e ti abbraccia dicendo: “Scusa se non son riuscita ad avvisarti subito, ma il mio ex, sai quello che ci andavo prima, mi ha invitata a fare una settimana bianca e io, per metterlo alla prova, ci sono andata, ma ti posso assicurare che è veramente un orco.
Tutta la settimana chiusi in camera a fare le peggio cose, sempre a letto, non si parlava mai, solo sesso. Invece io con te ci parlo bene, con te ci sto bene, perché tu mi capisci…”


Dario Vergassola


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