Di Laura non voglio dire né se è brutta né se è bella, perché, siccome la conosco come i miei baffi, se dicessi che è tanto bella lei penserebbe che lo faccio come un gatto che vuole il pesce, se dicessi che è brutta non si farebbe più chiudere la cerniera da me.
La cosa che però è sicura è che a tanti uomini piacerebbe invitarla a mangiare una pizza, anche la quattro stagioni che costa di più, e poi accompagnarla fin sotto la porta di casa ad aspettare un bacio che magari, se arriva, ti sembra di volare.
Laura però vive in una città da dove si vedono le montagne e da dove con le orecchie dritte si possono anche sentire le parole del mare e quelle del vento, io invece abito in una città grande e un po’ grigia, che però tante volte di notte diventa bella come una donna innamorata.
Così, nel tempo che la luna da piccola diventa grande, non ci possiamo vedere più di due volte, e tutti gli altri giorni pensiamo che sarebbe bello fare l’amore, addormentarsi insieme e poi svegliarsi senza dire neanche una parola, ma col calore di tutto il corpo, dalle caviglie alle orecchie.
Allora, per portarla sempre con me, un giorno l’ho guardata così bene da farla entrare fino in fondo ai miei occhi, le ho fatto fare un giro come sugli autoscontri, e poi, quando è uscita, ha lasciato dentro di me tante cose sue, che conservo come se fossero mie.
Così, di notte riesco a dormire insieme a lei.


Leonardo Manera


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Smemoranda 2005


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