L’altro giorno ho incontrato un vecchio amico che non vedevo da almeno un paio d’anni e che però era al concerto di San Siro in mezzo al pubblico. Abbiamo parlato delle cose della vita e poi del concerto e del fatto che in questi ultimi anni mi sono dedicato solo alla musica e a costruire spettacoli e a portarli in giro perché penso che sia quella la mia storia ed è lì che posso offrire qualcosa di autentico e fare la differenza. Allora lui ha annuito e mi ha fatto un complimento che giro a voi perché in realtà riguarda più chi mi segue che me. Mi ha detto “ho visto un sacco di concerti e ne vedo sempre tanti ma al tuo succede qualcosa che non vedo mai. Tanta gente diversissima che è felice insieme in quel momento. Guardare il pubblico dei tuoi concerti è uno spettacolo, ed è contagioso, si esce che quella cosa ti resta addosso”.

Io non so cosa rispondere a una cosa del genere ma anche io ho avuto quella sensazione durante gli ultimi tour.

Ecco, dovete sapere che io sono molto impaurito dalla parola “felicità”* perché, come dire, è la classica parola che pronunciandola svanisce prima dell’ultima sillaba, e non mi azzardo mai a dirla, ne ho un timore quasi mistico, ma quel mio amico ci ha preso in pieno, devo ammetterlo. Anche io ho avuto la stessa sensazione durante quei concerti, sentivo che quello che stavo dando io mi ritornava indietro moltiplicato. Non ho una risposta sul perché accade ma so quanto lavoro c’è dietro a quegli spettacoli e quanto tutto sia messo a punto proprio perché poi ci si lasci andare ad una sera di felicità**.

Nessun “media” potrà mai restituire la sensazione di quando siamo lì per davvero: i concerti sono fatti per svanire (anche se poi restano delle registrazioni molto sofisticate che ce li fanno riassaporare), per essere vissuti in quel momento, come le esperienze che non si possono sostituire.

*Secondo Wikipedia felicità è “lo stato d’animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri.”
**Secondo l’Enciclopedia Treccani è lo “stato d’animo di chi è sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato.”


Jovanotti


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