Luciano Ligabue

Vicky lo conoscevo solo di vista e ne avevo un’idea superficiale, ma era comunque uno di Correggio che aveva pubblicato un libro con una grande casa editrice, che però era stato ritirato per via della censura.
Io ero a Belluno per il servizio militare e il libro non ero riuscito a trovarlo. Finalmente un giorno mi danno questa benedetta licenza, vado dal mio cartolibraio a Correggio e gli domando: “Dai, non è proprio possibile avere il libro di Vicky?” Lui mi risponde: “Non si può”.
Poi vedo che si guarda intorno con fare circospetto, armeggia sotto il banco e mi dà una busta. Dentro c’era Altri libertini. Tutto di nascosto, una sorta di carboneria che rendeva la cosa ancora più misteriosa ed eccitante.

Vado a casa, comincio a leggere e il primo racconto è Postoristoro. Un cazzotto allo stomaco che non dimenticherò più. Vedevo un mondo che conoscevo, un linguaggio che suonava, c’era molto sound in quella lingua e questo scroscio di parole, periodi lunghissimi che leggevi senza prendere fiato perché non c’era quasi punteggiatura. L’ambientazione era la stazione di Reggio, dove si trovava quella fauna iperbolica ma ben riconoscibile, tutto era talmente forte… Un enorme scossone psicologico. Da lì in poi il libro diventava meno crudo ma ancora più diretto per me, tutto un riconoscere cose che mi erano anche più vicine.
Mi sono sentito raccontato personalmente, perché ciò che Vicky diceva in Viaggio, e ancora di più in Autobahn (Ndr: altri racconti della raccolta Altri libertini), erano cose che io vivevo…
Quindi il messaggio direi che ha a che fare con la realtà da raccontare: tutti ne abbiamo una. E non c’è affatto bisogno di essere nati in una metropoli. Quello che è importante è lo sguardo con cui tu restituisci a tua volta quella realtà.
Con Tondelli capivo che il mio sguardo aveva senso che circolasse, come quello di chiunque.

Se volevo, potevo farlo.

È dopo Altri libertini che scrivo la mia prima canzone “non pretenziosa”, la prima di quelle che non sarebbero rimaste nel cassetto. Altri libertini resta uno dei libri della vita per me.
Quanto alla canzone, parlo di Sogni di rock’n’roll… Ci sono elementi comuni con i racconti Autobahn e Viaggio.
Poi è arrivato un altro titolo di Tondelli, Pao Pao. Veniva dopo, e non ce la poteva fare a eguagliare quell’impatto dirompente della prima volta. Però leggere quei libri muoveva delle energie, mi dava voglia di fare non so bene nemmeno cosa ma di mettermi all’opera, uscire… Non lo so, era qualcosa di potente. Erano le parole di Vicky.


Luciano Ligabue


Vedi +

Smemoranda


Vedi +