Lucas, le sue lustrate 1940

di Julio Cortázar su 12 mesi - Smemoranda 2017





Lucas dal lustrascarpe vicino a Plaza de Mayo, mi metta lucido nero a sinistra e giallo a destra. Cosa? Nero qui e giallo lì. Ma signore. Qui mi ci metti il nero, ragazzo, e ora basta che mi devo concentrare sulle corse dei cavalli. Cose del genere non sono mai facili, sembra poco ma è quasi come Copernico o Galileo, quelle scosse alla base del fico che mandano tutti gambe all’aria. Stavolta per esempio c’è il furbo di turno che dal fondo del salone dice a quello accanto che i nocchi non sanno più che inventarsi, allora Lucas si stacca da un possibile vincente alla quarta (fantino Paladino) e quasi dolcemente si consulta con il lustrascarpe: secondo te il calcio nel culo è meglio che glielo dia col giallo o col nero?

Il lustrascarpe non sa più a quale scarpa raccomandarsi, ha finito quella nera e non si decide, davvero non si decide a cominciare l’altra. Giallo, riflette Lucas a voce alta, ed è al tempo stesso un ordine, meglio il giallo che è un colore dinamico ed energico, che stai aspettando. Sì, signore, subito. Quello in fondo si è alzato in piedi per venire a indagare la faccenda del calcio, ma il deputato Poliyatti che non a caso è presidente del club Unione e benevolenza3, fa sentire il suo ero eloquio, signori calmiamo le acque che ci bastano già le isobare, è incredibile quanto si suda in questa città, l’incidente è futile e ognuno ha i suoi gusti, a parte il fatto che siamo davanti al commissariato, non ve lo dimenticate, e i poliziotti sono iperestesici questa settimana dopo l’ultima protesta studentesca o juvenilia come diciamo noi che ci siamo ormai lasciati alle spalle le burrasche della prima tappa dell’esistenza. Giusto, dottore, conferma uno dei leccapiedi del deputato, qui non è permesso passa- re alle vie di fatto. Lui mi ha insultato, dice quello in fondo, io mi riferivo ai froci in generale. Peggio ancora, dice Lucas, in ogni modo l’aspetto fuori all’angolo per un quarto d’ora. Bravo, dice quello in fondo, proprio davanti al commissariato. È chiaro, dice Lucas, vediamo un po’ se oltre che per finocchio mi prendi pure per coglione. Signori, proclama il deputato Poliyatti, questo episodio appartiene ormai alla storia, non c’è ragione di battersi, per favore non costringetemi a ricorrere alla mia autorità e cose del genere. Giusto, dottore, dice il leccapiedi.

Al che Lucas esce in strada e le scarpe gli brillano come un girasole a destra e come Oscar Peterson a sinistra. Nessuno viene a cercarlo durante il quarto d’ora, il che gli procura un sollievo non indifferente, immediatamente festeggiato con una birra bionda e una sigaretta di tabacco nero, per mantenere la simmetria cromatica.

3. In italiano nell’originale. [n.d.t.]


Julio Cortázar


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