I sogni sono come i gerani.

di Luciana Littizzetto su 16 mesi - Smemoranda 2019





Certo che questa storia degli abusi sessuali non finisce più. Sembra che non lavori più nessuno, passano tutti la vita a cercare di mettere le mani addosso agli altri… Ma Sodoma e Gomorra, in confronto, sono dei collegi dei preti… Ops… forse ho fatto l’esempio sbagliato. Adesso il gran casino è nell’ambiente della moda, sulla cui moralità avremmo messo tutti la mano sul fuoco. E due famosi fotografi sono stati denunciati da decine di modelli perché pare che li facessero mettere in posa e poi… lavorassero con lo zoom! Ora toccherà capire se sono accuse fondate o no.

Allora. La molestia è molestia. Ne ho parlato tante volte e si sa come la penso. Quello che mi fa specie sono soprattutto le parole dei molestati. “Eravamo obbligati a farlo, sennò non ci avrebbe fatto lavorare. Le cose funzionano così, non c’è niente da fare…” Allora, ho pensato di scrivere una lettera a voi ragazzi, da vecchia balenga quale sono.

Cari voi. Che siete giovani belli e gonfi di desideri. E gonfi anche di qualcos’altro, sennò, non vi molesterebbero. Che siete pronti per entrare nel mondo del lavoro e che sperate di realizzare i vostri sogni. Fate attenzione. Voglio essere chiara. Non è vero che bisogna darlo o darla via perché sennò non arrivi da nessuna parte. Non è così. Non è così nell’ambiente dello spettacolo e nemmeno negli altri. Certo, tu puoi decidere di farlo. Per carità. È una scelta tua. Se ti piace, perché no. Ma non è quello l’ingrediente fondamentale per riuscire. Forse facendo così fai un po’ prima, questo è vero, ma se non hai talento la puoi anche dar via come i volantini del circo nelle buche da lettere, puoi darla via a tappeto, a pioggia, a raffica, metterla in saldo come se ogni provino fosse un black friday, distribuirla come le rose ai semafori, non succederà nulla. Anzi. Preparati. Perché poi ne arriverà un’altra o un altro che si metterà in orizzontale meglio di te e tu rimarrai fregata. O fregato, per par condicio. Quel che ci vuole per riuscire è il talento, la tenacia, la flessibilità. Ma quella di testa, non di anca. Non è vero che, per trovare lavoro o per avere successo devi accettare gli abusi del primo suino che esce dal trogolo e ricopre un ruolo di potere. Guardate me: io sono cretina, questo è evidente, ma non ho mai accettato compromessi, ve lo garantisco. Che uno dice: “Be’, lo credo… non è che sei tutta ’sta gnocca”. No, però vi assicuro che non è indispensabile. Noi che non siamo fichissime siamo un po’ come i mobili di antiquariato. L’amatore che ti dà una lucidatina, prima o poi, si trova sempre. Eppure, nel mio minuscolo, sono riuscita a fare il mestiere in maniera pulita, anche se in molti non hanno ancora capito esattamente quale sia. E come me tantissimi altri. E comunque. Se in qualche modo ce l’ho fatta io a fare il mestiere che sognavo già da bambina, io che arrivo da Torino, i miei facevano i lattai, e non sono figa, allora davvero ce la possono fare tutte. Quindi. Datemi retta. Non fatevi fregare, non accettate mai e poi mai l’idea che cedere a delle molestie sia la “normalità” per arrivare a fare ciò che desiderate. La normalità è una sola: sudare, non mollare mai di un centimetro, e farsi un culo così. Farsi. Non farselo fare. Non dite mai: “Eh il mondo va cosi, non c’è niente da fare”. SÌ, CIAO… Quello è un alibi per chi non ha voglia di faticare, di costruire col sudore il proprio futuro, sa che esiste una scorciatoia, e la prende ma spesso quella strada lì non porta da nessuna parte e in quella strada si perde del tutto la dignità. Difendete i vostri sogni e ricordate che i sogni sono come i gerani: vanno curati e innaffiati tutti i giorni, senza mai dimenticarsene, con tigna e determinazione e, alla fine, ve lo garantisco, i fiori sbocciano.

 


Luciana Littizzetto


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