Premessa e promessa

di Don Ciotti su 16 mesi - Smemoranda 2019





Ciao…

Più un gesto che una parola. O meglio, una parola sempre sottolineata da un gesto.

“Ciao!”: il viso si apre, le labbra sorridono, lo sguardo acquista quella luce che caratterizza il riconoscere, il vedere qualcuno (o qualcosa) che già conosciamo come se fosse, ogni volta, la prima volta.

Ecco allora che “ciao!” è la premessa di un incontro che non cessa di rinnovarsi, ma anche un saluto che è la promessa di un ritrovamento: per un po’ non ci vedremo, è vero, ma non è solo dalla presenza fisica che dipende l’affetto che ci lega. Ciao, appunto, non addio….

Che mondo diverso sarebbe allora se fossimo tutti più capaci di dire “ciao!” non solo a chi conosciamo, ma anche – qui sta la grande sfida – a chi è all’apparenza ignoto, straniero, diverso.

Dico all’apparenza, perché appunto il “ciao” sarebbe in questo caso un’occasione di conoscenza e una possibilità di vita, che è sempre incontro di reciproche diversità: quella degli altri ai nostri occhi, e la nostra agli occhi degli altri.

Sarebbe la chiave per incontrarsi e per raccontarsi e, nella crescita di confidenza, scoprire nella diversità di luoghi, esperienze e provenienze, le tante cose che ci accomunano: le speranze e i desideri, il bisogno di amare e di essere amati.

Che mondo diverso, sarebbe, ragazzi!

Sparirebbero, o almeno diminuirebbero i pregiudizi, le incomprensioni, i muri, le chiusure. E i frutti velenosi che ne derivano: ingiustizie e disuguaglianze, discriminazioni e razzismi, violenze e guerre.

Allora “ciao”, ragazzi!

Fate della vostra vita un veicolo di accoglienza e di conoscenza!

Ciascuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per costruire un mondo più giusto e più umano. E ancor di più lo può fare chi, come voi, è sensibile alle cose grandi e belle che rendono una vita degna di essere vissuta.

 

 


Don Ciotti


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