Attraverso Hollywood l’America ha alimentato da molti decenni il nostro immaginario. 
Di questo catalogo disordinato di momenti magici fanno parte sequenze che sono entrate nella leggenda e predilezioni personali. Specialmente per certi autori (Chaplin, Keaton, Hitchcock, Welles…) il lavoro di esclusione è stato cosparso di lacrime, ma ha prevalso la giustizia distributiva.
– il finale all’aeroporto di Casablanca (1942)
– lo scimmione in cima all’Empire State Building di King Kong (1933)
– il duello Tyrone Power-Basil Rathbone in Il segno di Zorro (1940)
– Scarlet O’Hara tra i feriti di Atlanta in Via col vento (1939)
– l’attacco alla diligenza dei Pellerossa di Geronimo in Ombre rosse (1939)
– l’osso lanciato verso l’alto che si trasforma in astronave in 2001: odissea nello spazio (1968)
– la sparatoria nella sala degli specchi di La signora di Shangay (1948)
– Janet Leigh accoltellata sotto la doccia in Psyco (1960)
– Errol Flynn che guida la carica in La carica dei 600 (1936)
– Judy Garland che canta ‘Over the Rainbow’ in Il mago di Oz (1939)
– la danza dei panini in la febbre dell’oro (1925)
– la danza del mappamondo in Il grande dittatore (1940)
– Burt Lancaster e Deborah Kerr che fanno l’amore sulla battigia in Da qui all’eternità (1953)
– Boris Karloff che incontra la bambina in Frankestein (1931)
– James Cagney che schiaccia mezzo pompelmo sulla faccia di Mae Clark in Nemico pubblico (1931)
– Cary Grant inseguito dall’aeroplano in Intrigo Internazionale (1959)
– Alec Guinness e i suoi uomini che fischiettano “The colonel Bogey March in Il ponte sul fiume Kwai (1957)
– la cabina della nave che s’affolla pazzescamente in Una notte all’opera (1935)
– i fratelli Marx che distruggono un treno in corsa in I cowboys del deserto (1940)
– Edward G. Robinson nudo in vasca col sigaro in bocca in L’isola di corallo (1948)
– il colpo alla gioielleria in Giungla d’asfalto (1950)
– la suspense del colpo di cembali in L’uomo che sapeva troppo (1956)
– la corsa delle bighe in Ben Hur (1959)
– l’entrata in Roma dell’imperatore Comodo (Christopher Plummer) in La caduta dell’impero romano (1963)
– il transatlantico rovesciato di L’avventura del Poseidon (1972)
– Buster Keaton inseguito dalle aspiranti mogli in Seven chances (1925)
– le porte delle cabine che s’aprono e si chiudono sulla nave alla deriva di The Navigator (1924)
– l’autostop di Plaudette Colbert in Accadde una notte (1934)
– Gary Cooper che suona il trombone quando deve riflettere in E’ arrivata la felicità (1936)
– Cary Grant che cerca di dormire su una sedia in Ero uno sposo di guerra (1949)
– Marilyn Monroe sul divano in Giungla d’asfalto (1950)
– Lauren Bacall che dice a Bogart: “Se hai bisogno di me, fischia” in Acque del sud (1944)
– Rita Hayworth che canta Amado mio, sfilandosi il guanto, in Gilda (1946)
– Greta Garbo che accarezza gli oggetti e le pareti della camera da letto in La regina Cristina (1933)
– le metamorfosi di Woody Allen in Zelig (1983)
– Gene Kelly nel balletto Alter Ego con se stesso come partner nello specchio in Fascino (1944)
– Fred Astaire e Ginger Rogers che danzano Cheek to Cheek in Cappello a cilindro (1935)
– Katherine Hepburn e Cary Grant che camminano in tandem in Susanna! (1938)
– Laurel & Hardy che trasportano un piano in The Music Box (1932)
– la banda dei Black Angels in motocicletta nell’apertura di Il selvaggio (1954)
– gli elicotteri in volo e la morte di Kurtz (M. Brando) in Apocalypse now (1979)
– Cyd Charisse nel balletto Girl Hunt di Spettacolo di varietà (1953)


Morando Morandini


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Smemoranda 1991


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