Non c’è alternativa

di Enrico Bertolino su 16 mesi - Smemoranda 2015





Se penso al periodo che stiamo vivendo in questo incasinatissimo Paese, mi viene difficile trovare un solo episodio recente in cui posso dire di aver amato e sorriso allo stesso tempo, il che vorrebbe dire averlo vissuto e alla grande. 

Ma io sono rimasto un inguaribile ottimista, anche se si dice che l’ottimista sia un pessimista male informato… 

Partiamo dal fondo, cioè dal ridere. 

I cinesi che, se li guardi, ridono morfologicamente anche quando sono incazzati, hanno un proverbio che dice: “Se non sai sorridere, non aprire un negozio”. Dato che non ho un negozio, almeno per ora, ho adattato un po’ il detto: “Se non sai sorridere, stai a casa tua”. 

Nel 1997 ho avuto una frattura bilaterale scomposta dei gomiti, inciampando in una catenella di un parcheggio, al buio, di notte. E già immagino che, a voi, una risata scappi per forza; al sottoscritto diciamo che, all’epoca, non venne spontanea. Dopo esser passato per tre operazioni e un’ingessatura tipo salame per cinquanta giorni, una sera di luglio mi sono trovato a combattere con un morso di zanzara sul collo. Ero in casa da solo e con le braccia bloccate non riuscivo a grattarmi, una situazione davvero drammatica fino a quando ho iniziato a strusciarmi contro lo stipite della porta, proprio come un orso. A quel punto, mi sono messo a ridere così di gusto che i vicini mi hanno bussato alla parete pensando mi fossi fumato qualcosa (ma, anche volendo, come avrei potuto conciato così?). 

Amare, invece, è un’altra cosa: si può amare una persona, un animale o una squadra di calcio (non una a caso), ma mentre ti stai innamorando sai già che soffrirai, perché la persona col tempo o cambia e non la ami più, o cambia te con un altro; l’animale, a meno che non ti prendi una tartaruga delle Galápagos che vive fino a centoventi anni, un giorno se ne va e ci stai male, mentre la squadra di calcio, perde male, gioca peggio e non va in Champions (ma mai in serie B (B anche in maiuscoletto) comunque). 

Che fare allora? Rinunciare ad amare? Mai, sarebbe come rinunciare a un pomeriggio di sesso in agosto solo perché poi si suda. L’unica alternativa è restare indifferenti, non farsi mai coinvolgere da emozioni e sentimenti per poi ritrovarsi, magari a centoventi anni, con la sola compagnia della tartaruga delle Galápagos.

Meglio vivere, dunque, e al meglio che si può.

Ayrton Senna disse: “La vita è troppo breve per avere dei nemici” e, se l’ha detto luic’è da crederci.

 

Ancora oggi, quando guardo un Gran Premio di quelli noiosi,dove non succede niente, mi aspetto di vederlo passare davanti a Vettel, magari su una Ferrari, mostrandogli il pugno… perché per me Ayrton è un amico e vivrà per sempre. 

 

Enrico Bertolino


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