Pagina bianca come vela latina * o come vela quadra, vela di bolina * a cercare respiri di terre arse. * Venti di costa, di salvie e di rosmarino.
Brezza di memorie. * Una scia d’aeroplano. * Storie. Per chi ti ha costretta lontano, * per chi ti ha creduta vicino.
Venti di carrube, di datteri in fiore. * Ombre di colore. * Di lavande lontane. * Battiti di campane * a segnare le ore. * Venti di pelle, venti di scirocco. * Echi di kasba, cieli di Marocco. * Piste di sabbia da decifrare. * Lampare. * Il diritto di sognare. * Il dubbio di volerti reale.
Occhi di Mare.
* * *
Pagina bianca da disegnare. * Matite colorate, * matite spuntate. * Gomme-pane per cancellare un’estate.
Peccato piccolo, pegno veniale. * Pagina da scrivere di bene e di male. * Un incontro casuale * destinato a sfumare.
Miele di corbezzolo * miele di castagno. Zucchero amaro controverso * come dorso di ragno. * Veleno e pelle di velluto.
Il primo morso di una pesca a giugno. * Un pugno. * Il mio cavallo per un regno.
Occhi di Fustagno, Labbra di Scorbuto.
* * *
Pagina bianca, pagina di sogno. * La prima casa da soli. Un letto e un bagno. * Letto senza lenzuoli. * La nostra mente in pegno. * L’ingegno * e la follìa. * La prima parete imbiancata. * «So fare solo la frittata.» Facciamo un salto in pizzeria.
L’impegno, quello vero. * Le bandiere, la piazza. * «Ma ci credi davvero?» * Un week end a Vernazza. * Sciare in Val Badia. * Ogni venti del mese * essere sulle spese.
Viva * «La locomotiva» * con tanto di fiaccola dell’anarchia. * Miti senza pretese. * La birreria «Utopia» * De Gregori e Pavese.
Scusami, io vado via, * no, tu non c’entri troppo, è la monotonia.
Occhi di Rondine che se ne vola via.

* * *

Pagina bianca, * pagina di magia. * L’odore intenso della ferrovia. * Il cadenzare di un treno. * Il sapore del fieno. * Un bicchiere di vino.
I numeri in latino. * La ics prima della elle. * I nomi delle tre caravelle. * I sette nani che manca sempre Dotto. * Pipino il Breve. * Una cattedrale di tufo, barocca e lieve. * Tu sopra io sotto.
L’aurora e le ultime stelle. * Lo sciabordìo del mare. * Scarpe rotte e pur bisogna andare. * Un viaggio mai fatto in Indocina. * Quella luna che pareva così vicina. * Gli attimi sordi che seguono un tuffo. * Un cane buffo * un gatto certosino che ti assomiglia. * «Ho trovato una conchiglia.»
 «Ah è lei l’amico di mia figlia?» * «Direi di sì, visto che non sono il padre. * Lei sarebbe la madre?» * E pur bisogna andare, scarpe quadre. * «Ti amo un pochino, non saprei dirti quanto.»
Occhi d’Incanto, occhi di Delfino.

* * *

Pagina bianca per un pensierino. * Pagina di terza elementare. * La maestra con la gonna di lino. * Cattedra come altare. * Inchiostro che macchia le dita. * La compagna di banco per amica.
«Chi vuole farsi interrogare?» * Porsenna e la madre dei Gracchi. * Disegni su carta da pacchi. * Franti e Garrone. * «L’Isola del tesoro» alla televisione, * altro che Re Leone. * La maestra che sa di caffè e di ciclamino
Occhi di Giada, occhi di Bambino.

* * *

Pagina bianca di un giorno vicino. * Pagina di agenda sopra a un tavolino. * Attraverso la tenda * un raggio di mattino * si perde lungo il muro. * Pagina di futuro. * Pagina di partenze e pagina di arrivi. * Di punti esclamativi. * Pagina di carezze. * Di fragili certezze. * Di solide incertezze. * Di parole bruciate prima di aprire bocca. * Sapore d’albicocca. * Titoli di giornale. * Frinire di cicale.
Pagina di sabbia da decifrare. * Il diritto di volerti reale. * Il dubbio di sognare. *
Occhi che puoi volare.


Gino&Michele


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Smemoranda 2002


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