Puntate in alto (ne varrà la pena)

di Roberto Gagliardini su 16 mesi - Smemoranda 2018





C’era una volta…
un bimbo dai capelli scuri e gli occhi verdi, classe 1994, che fin da piccolo tirava calci a un pallone e che ben presto mise questa passione al centro della sua vita… Quel bimbo sono proprio io, Roberto Gagliardini, 23 anni, giocatore dell’Inter.
Guardando alle mie spalle, e vedendo tutto ciò che ho vissuto in prima persona, mi viene da pensare alla classica frase che, sicuramente, almeno una volta nella vita, tutti noi ci siamo sentiti dire: “Punta sempre in alto e non accontentarti mai”.

Se ripenso a tutti quegli attimi in cui “rincorrevo quel pallone” come se rincorressi un sogno, rivivo un insieme di pensieri, emozioni, ricordi che rimarranno per sempre nella mia mente… Una delle più forti emozioni provate su quel rettangolo verde, e che mi rimarrà per sempre nel cuore, è l’esordio a San Siro contro il Chievo: 15 gennaio 2017.

Io, protagonista nella “scala del calcio”, concentrazione “a mille”, nient’altro. Fischio d’inizio, cuore che batte all’impazzata. Combattere fin dal primo minuto. Lottare per la squadra, per i tifosi, per la vittoria. Lottare per me stesso, per chi era lì per me.
Partita iniziata nel migliore dei modi, ma non abbastanza da concludere il primo tempo in vantaggio, anzi, abbiamo subìto un goal inaspettato da parte degli avversari.
Senza perdere di vista il nostro obiettivo siamo rientrati in campo ribaltando le sorti: gol di Icardi, Perisic ed Eder. Prestazione di squadra eccellente.

Come non essere orgoglioso e soddisfatto, da giovane giocatore, di aver esordito e vinto nello stadio di Capitan Zanetti, del fenomeno Ronaldo, di Ibrahimovic e di tutti i pilastri del calcio che hanno scritto la storia di questo sport in Italia e nel mondo.
È proprio vero, “puntate sempre in alto e non accontentatevi mai”: ne varrà sempre la pena!


Roberto Gagliardini


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