Il mio amico Nilo è un reporter, uno di quelli veri, che sanno che la differenza la fa l’occhio e non l’obiettivo che usi. Va in giro a guardare in faccia il mondo da un mirino. Nelle sue fotografie il paesaggio e le facce non sono separabili.
E’ più grande di noi di appena due anni ma per quanto si corra non si riesce a raggiungerlo. Per forza, Nilo è un fiume che non si ferma mai. Quando non lo vedi vuol dire che sta viaggiando: Kurdistan, Chapas, Bolivia, Sudafrica Kossovo fai prima a chiedergli dov’è che non sei stato Nilo? Come si fa a decidere dove andare? Si fa così: prendiuna carta punta il compasso su dove ti trovi fai il cerchio e prova a immaginarequello che leggi, fra tutti i posti che non conosci scegline uno e vacci.Prova. Non esagerare con la scala, hai preso una cartina del mondo. Perviaggiare non serve prendere un aereo: “Ogni 30 secondi parte un charterverso il niente” dice il poeta Vecchioni, quindi non fare il turistacretino. Prendi una cartina stradale o prendine all’ufficio turistico dellatua regione o meglio ancora fatti regalare qualche carta 1:100.000 dell’IGMdi quelle in bianco e nero, senza colori sono bellissime! Mettila sul tavoloe punta il compasso qui, non sul mio dito sulla carta e vai, cerchia! Adessocerca e non distrarti con i dépliants, non stiamo progettando vacanzeesotiche, il posto che cerchiamo non è così lontano, èqui da qualche parte di questo paese dove vivi tu e anche gli altri 999.999che usano la tua agenda. Ti sembra di conoscerlo già questo paese,l’hai visto in TV giusto? Ma cosa c’entra questo, in TV è diverso,è piatto, è truccato col lifting. La TV ti dà la sensazioneche hai già visto tutto. Come quelli che non sono mai stati allostadio o a teatro e son convinti che le partite o i concerti o gli spettacolisiano quello che si vede in TV. Ma come fai a spiegargli la differenza traesserci dal vivo e guardare in TV se non ci sono mai stati? E cosìè per questo paese il Nord, il Sud, le facce di gente, le feste,il paesaggio, le città, te le devi cercare e trovare da solo. Alloraci vai o non ci vai a quel paese?
Ci sarà un posto con un nome che ti incuriosisce, magari non saràun paradiso, magari resti deluso ma che c’entra. Come minimo lì c’èuno o una che non conosci che usa la tua stessa agenda, non sarete ugualima forse anche lui o lei è curioso/a come te.
Preferisci essere curioso o turista?
Certe volte le scoperte non si fanno così lontano da casa, solo chel’abitudine ti frega e diventa difficile restare curiosi di quello che vediamoogni giorno. Con questo non ti dico che qui è meglio che altrove;non ti dico di chiuderti dentro e ignorare il resto del mondo: se ti capitanooccasioni di tagliar la corda, di viaggiare lontano per studio, diportoo lavoro, prendile al volo e va’ a quel paese laggiù.
Volevo solo suggerirti di non smettere di esser curioso a casa tua, quandotorni. Niente è scontato nel paesaggio o nella gente; le cose cambianoe chi viene da fuori se ne accorge più in fretta. Se devi andar aquel paese fallo, e quando torni, continua a guardar le cose qui come unostraniero. E’ un’occasione che dura poco e insegna tanto, ti apre il cervello,ti aiuta a immaginare come questo paese dove viviamo potrebbe essere diversoe forse migliore. Non ti rassegnare al peggio che ti offre. E’ vero cheil nostro è un paese pieno di posti orrendi e posti stupendi, digente fantastica e gente tremenda, però per fortuna spesso ènei posti tremendi che trovi la gente fantastica. Non ti far fregare daquello che vedi in TV. Impara a orientarti al Sud come al Nord, viaggiacon la tua agenda sotto braccio, ti aiuterà a farti riconoscere comeun curioso e non come un turista.
Nilo sta per ripartire; mi ha lasciato un compasso e un mucchio di cartine sottolineate, tra poco parto anch’io, ci vediamo in giro per l’Italia.


Marco Paolini


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Smemoranda 1999


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