Ma poi, ci crediamo davvero all’idea di “cattivo pensiero”?
Ne siamo convinti, sicuri – che non siano poi solo “atti impuri”?
C’è stato il pensiero banale di uno storico gruppo musicale
che chiuso non poteva stare e nel cielo doveva volare.
E poi il pensiero d’amore, su disco, non proprio d’autore;
e il pensiero stupendo, strisciante ma le mani, lì, forse eran tante
E chiedeva di esser pensato Julio Iglesias, anestetizzato
sdolcinato melenso corrivo se vi pare: non certo “cattivo”
Solo al Lucio è riuscito di fare tante cose, e nel mentre pensare:
lavorava, tornava, ri-usciva, si sforzava, ma poi non dormiva;
perché a volte può essere duro, il pensiero, se è d’amore puro.
Quello debole ha fatto scuola ma ha ballato un’estate sola;
quello forte della differenza delle donne ha spiegato l’essenza.
Gli anni Ottanta che gran sofferenza son riusciti a abolirlo in partenza;
tanto che suonò poi trasgressivo il Lorenzo, a pensar positivo
Ora eclettico, ora dubbioso, spesso goffo, a volte armonioso,
provocante, buffo, alternativo, scandaloso: ma perché cattivo?
Forse è triste, magari è malato, un po’ perfido, un po’ avventato,
è provato che può far del male, però esiste, funziona, è vitale!
E se a volte ci mette paura, non è subdolo: è la sua natura.
Certo, a volte ci prende per scemi ma non è cattivo: avrà dei problemi.


Lella Costa


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Smemoranda 1998


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