Se la memoria non m’inganna è stata una bellissima giornata

di Teresa Mannino su 16 mesi - Smemoranda 2011





La memoria è malvagia: ti imprime con forza e in modo duraturo i momenti difficili, le esperienze sventurate, i giorni scalognati; ma non è altrettanto vigorosa nel fissare gli istanti felici, le emozioni gioiose, i giorni raggianti.

Non mi ricordo quasi niente del mio primo bacio: ma a chi l’ho dato?

Non ricordo quasi niente neanche della mia prima gita scolastica, anche perché l’ho passata a guardare due bronzi.
Invece ricordo perfettamente il 7 febbraio del 1981: a Palermo c’era il sole, nubi sul resto del Centro-nord e Liguria, con deboli precipitazioni tra Spezzino, Toscana e rilievi umbro-emiliani. La Borsa dava segni di ripresa. Albano e Romina arrivavano secondi al festival di Sanremo. Che Felicità!
In quel giorno il mio vestito viola e azzurro con un fiocco verde (per fortuna i gusti cambiano) alle ore 18 e 25 minuti primi, si distrusse nella ventola della Vespa bianca 80 PX di mio cugino: “Aah sono una sfigata, non ci vado più! Faccio schifo, sono un mostro, ho più naso che tette, sembro un mocio vileda, vaffa…”
Era il mio vestito preferito l’avevo comprato apposta per la festa di Paola Cucuzza, dove avrei incontrato Antonio M.: bello, biondo… nano, ma bello.

Sì, sì mi ricordo tutto nei minimi particolari.
Però ora che ci penso forse il vestito non era viola ma blu, la festa era di Alessia e la ventola non era della Vespa ma del frigorifero, il vestito era quello preferito da mia madre e non da me. Lui non si chiamava Antonio e non era neanche biondo ma sicuramente era nano.


Teresa Mannino


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