Son desto

e mi spiaccio di questo

ché vorrei consolarmi

sapendo

di potere svegliarmi

volendo

E vorrei

sulle cose che vedo

poter stendere un velo al bisogno

mi direi

per fortuna non credo

che sian vere, ma frutto di un sogno

Ma son desto

e c’è poco da fare

né mi serve ingannarmi

dicendo

che potrei rilassarmi

dormendo

ché se pure facessi un bel sogno

cosa – credimi – sempre più rara

nel contrasto la vita al risveglio

sembrerebbe soltanto più amara

così non dormo proprio

confesso

e piuttosto resisto ad oltranza

ciò che vedo rimane

lo stesso

ma confuso e sbiadito abbastanza

Mi contento alla fine di questo

di uno stato di semi-incoscienza

dell’assenza di sonno che adesso

è la mia sola vera speranza

Mi contento, ripeto, di questo

di uno stato di semi-incoscienza

così chiedermi “sogno o son desto?”

oramai non ha alcuna importanza


Daniele Silvestri


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