Troppo garibaldino, Garibaldi

di Umberto Simonetta su 16 mesi - Smemoranda 1983





Sugli eroi la penso come Brecht e Garibaldi ha fama d’eroe. Ma non gli bastava l’appartenenza a quella discutibile categoria: ha preteso e ottenuto anche i capelli biondi, gli occhi azzurri, il poncho, la moglie esotica. Non è un po’ troppo pittoresco tutto ciò? Per rimanere solidamente ancorato all’eroico ovvio piaceva anche molto alle donne. E dove rimase ferito? Ma diamine, ad Aspromonte! Come suona bene Aspromonte: gli eroi non possono che rimanere feriti in località di prestigio fonico. Aspromonte ha un suono armonioso e quell’aspro che in greco significa bianco in italiano insinua invece qualcosa di maschio, di ruvido, selvatico, austero, rigoroso, forte. Una persona qualsiasi sarebbe rimasta ferita a Varazze, a Bovalino se proprio si doveva rimanere in Calabria o a Fivizzano che è un borgo in provincia di Massa Carrara, nella vai di Magra, presso le confluenti dei torrenti Mommio e Rosario. No, lui, l’eroe, ad Aspromonte. E va be’. E anche la sua famosa lapidarietà non m’affascina per niente. Al suo posto io invece di quell’Obbedisco! sarei stato più duttile: “Mah, non so… vediamo… parliamone un momento… discutiamone…”


Umberto Simonetta


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Smemoranda 1983


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