Tutto alla grande (o almeno crediamo)

di iPantellas su 16 mesi - Smemoranda 2018





Era il 2010, iPantellas erano attivi da pochi mesi su Youtube e avevano appena 6000 iscritti. In città aprì un nuovo locale che dava la possibilità ad artisti emergenti di esibirsi in cambio di un piccolo compenso. Senza risorse e con tanta voglia di metterci in gioco realizzammo uno spettacolo, lo presentammo al proprietario e lui… Lo scartò.
Fece esibire una band folk e noi tornammo a casa a testa bassa, tristi e sconsolati.

Era finita.

O forse no.

Quella sera il locale fece zero presenze e il proprietario ci richiamò. Ci disse che per esibirci avremmo dovuto riempire il locale, portando 100 persone.

O MIO DIO! 100 PERSONE!

Per noi erano tantissime, non avevamo idea di come fare. Senza perderci d’animo iniziammo a raccogliere qualche presenza tra amici e parenti.

Ma non bastava.

Allora stampammo delle locandine e le distribuimmo per strada.

Stavamo solo solo perdendo tempo.

Perché delle persone dovevano vedere lo spettacolo di due emeriti sconosciuti? Non avevamo nessuna credibilità.

Quella domanda, però, racchiudeva in sé la soluzione al nostro problema. Dovevamo convincere le persone che già ci conoscevano e ci guardavano su YouTube a venire a vedere il nostro primo LIVE SHOW.
Di quei 6000, solo 1000 erano nel raggio di 50km dal locale. Impiegammo post, messaggi privati e tutte le armi che i social mettevano a nostra disposizione. La sera del nostro live il locale contava 150 presenze.

WOW! 150 PERSONE… CHE ANSIA!

Dovevamo far fronte a un nuovo problema appena emerso: ce la stavamo facendo sotto. Gestimmo l’ansia con tre shortini di vodka liscia a testa. La prima parte dello spettacolo fu una bomba, la gente rideva e si divertiva. Forse era solo l’effetto dell’alcol a darci questa sensazione, forse si stavano davvero divertendo, ma non importava perché noi eravamo al settimo cielo. Per continuare alla grande, replicammo la stessa puntata alcolica anche per la seconda parte. Andò tutto alla grande, almeno crediamo, l’unica cosa che ricordiamo è l’immagine di noi due con in mano delle pistole ad acqua mentre laviamo tutti i presenti. Il giorno dopo ricevemmo messaggi entusiasti dalle persone che avevano assistito allo spettacolo e che ci chiedevano una replica. Il proprietario invece si rifiutò di pagarci e ci chiese 250 euro per danni al locale.


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