Tutto una meraviglia

di Paolo Cevoli su 16 mesi - Smemoranda 2011





Mia mamma era nella sala parto della villa Assunta di Rimini. Il dottore chiama il mio babbo e gli fa: “Può darsi che il bambino non gliela fa. Non si è girato. Al momento è uscito fuori un piedino”.
Invece dopo è venuto fuori anche il resto. Sono nato podalico.
Era il 29 giugno del 1958. Mi hanno battezzato Pier Paolo. Un miracolo.
Logicamente quando nasci non ti rendi conto. Ma se si nascesse già da grandi, con la testa per capire, si capirebbe. Ovverossia: è tutto una meraviglia. Tutto. L’aria. La luce. I colori. Gli odori. Uno spettacolo.
La mia mamma che piange e che ride. Il mio babbo che ride e che piange.
Meraviglia.
Adesso ho quasi 52 anni. Fanno poco meno di 19mila giorni. Cosa devo dire? Un giorno memorabile? Ogni giorno è memorabile. Unico. Irripetibile.
Soprattutto quelli che mi rendo conto che sono vivo. E riesco a guardare con gli occhi di un bambino.
Un bambino ha bisogno di tutto. Un bambino è curioso di tutto. Come quando è appena nato.
Intanto che scrivo queste robe me ne rendo conto per davvero. Ancora una volta. Ho bisogno di tutto. E sono vivo.
Difatti oggi è un giorno memorabile.


Paolo Cevoli


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Smemoranda 2011


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