Via libera ai sentimenti

di Luciano Ligabue su 16 mesi - Smemoranda 2019





In genere, anche con le canzoni, chi entra in contatto con me lo fa su una sintonia emotiva… È per questo che reputo l’aggettivo “sentimentale” non bieco, come spesso si vuole intendere, perché di mio sono interessato più agli stati d’animo che alle idee che li generano. E questo film,  (ndr Made in Italy) da questo punto di vista, è “sentimentale” perché, soprattutto è un film d’amore… l’amore che “tiene botta” per tantissimo tempo fra due persone che, oltretutto, amano l’idea di famiglia, il loro rapporto con gli amici e che, nonostante le tribolazioni e le incazzature del caso, non riescono a non amare il nostro Paese.

La sceneggiatura, al solito, è stata un processo intrigante ma ancora più bello è stato assistere all’incarnazione dei personaggi (molti dei quali appena accennati nell’album) da parte degli attori. Il lavoro con loro è stato particolarmente appassionante proprio perché in amore ci si espone e vengono a galla le fragilità e loro hanno dovuto dare corpo a tutta questa gamma emotiva.

Mi sono prefissato fin dall’inizio (il titolo del film è emblematico) di rappresentare l’amore incazzato per il nostro Paese da parte di un gruppo di “brave persone” che, come tali, devono faticare più degli altri, non hanno quasi mai voce in capitolo, sono poco rappresentate e, soprattutto, non sono quasi mai raccontate perché drammaturgicamente non interessanti. Non ho dovuto neanche fare un lavoro di ricerca, ho giocato in casa, perché i miei amici di sempre sono così e so benissimo che così restano, ostinati, a fare il proprio dovere in silenzio, il triplo della fatica dei furbetti che urlano, prevaricano e fanno pressione. Però loro rimangono come sono.

Rock o non rock? Il rock è vivo, morto, agonizzante, sfebbrato, con la varicella, le placche in gola, suicida, imploso, pensionato, rinato dalle ceneri, con la dentiera, con l’alitosi, sa di biberon?

Come ce ne fosse uno solo. Come se servisse una tessera.

Come se al rock piacessero le categorizzazioni.

Diciamo che “farne uso” richiede una cosa chiara: non puoi avere pudore dei tuoi sentimenti quando li canti.

 

Tratto dall’intervista su Repubblica.it di Ernesto Assante e Gino Castaldo a Luciano Ligabue in occasione dell’uscita del film Made in Italy.


Luciano Ligabue


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Smemoranda 2019


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