Vittoria! Vittoria!

di Paolo Rossi su 16 mesi - Smemoranda 1994





Questo brano tratto dallo spettacolo Pop e rebelot è dedicato dal giullare al nemico che fu anche fonte di gags e di idee. 
Al fine li stiamo sconfiggendo annientando i ladri i nemici i potenti i briganti – voi capite gentili lettori di chi sto parlando – “hic signis vincis!!” (sarebbe In hoc signo vinces: Paolo Rossi dice di non riconoscersi nella grammatica italiana, figurarsi in quella latina… ndr) scriviamolo sugli striscioni e sotto strusciamoci stretti mano per mano. 
Siam tutti denti e sorrisi l’Imperatore è caduto! Il delfino è scappato! Al grande cognato i nervi hanno ceduto! E l’architetto di corte purtroppo ha parlato e l’Imperatore al complotto ha gridato il delfino più lontano è scappato il cognato è svenuto e il figlio l’erede al trono l’idiota – voi capite gentili lettori di chi sto parlando – di fronte a queste male parate sta lì fisso muto e se parla mormora solo cazzate, ma che importa, chi lo ascolta oramai è vittoria! Solo questo odo nell’aria riecheggiare lo cantano gli usignoli sui rami dai parchi e dalle televisioni è Vittoria!
E’ Vittoria! L’onestà ha trionfato! Evviva Evviva la continuità dello stato! Che muore e si rinnova come il serpente che di rado cambia la pelle e il potere da sempre lo fa, ma che importa : E’ Vittoria! Usciamo per strada uniamoci agli altri al popolo in lotta. La lotta! La lotta! E chi non si unisce alla lotta è un gran figlio di… ma che importa! Ormai è Vittoria!
Che tra loro alcuni non ci piacessero e li ritenessimo anche stronzi a volte talvolta sempre, che importa la Vittoria ci rende pari simili tutti mondati, domani vedremo. Oggi voglio scendere per strada e festeggiar la Vittoria, ma prima di farlo e di unirmi alla folla, mi bevo il vinello da questa mia grolla.
Eccomi per via, che gioia che brezza che dolce follia. Salve o giorno onesto, Ciao sole generoso e onesto e Ciao aria onesta e pulita! Pulita? Non importa solo onesta perché niente ci avevi promesso, It’s a wonderful day, socmel; io tutti saluto e mostro le mani pulite! pulite! Così ci si saluta (mostrando le mani): It’s a wonderful day, two socmel, pulite! Pulite! Non ci ho un cazzo sono pulite! Ciao dammi un cinque: Pulito! (Sempre mostrando le mani). Ciao banchiere!
Ops scusa bancario, si vedeva che eri pulito e ciao droghiere! E anche tu Ciao macellaio… che sei un gran ladro, ma non importa, oggi voglio vederci tutti onesti e puliti. E ciao povero! Pulito! Non hai di che vivere? Ti manca tutto, anche i denti? Ma che importa il povero non mastica, ingoia manda giù e va oltre.
Su allegro se muori da onesto in una città che lotta per essere onesta; It’s a wonderful day, three socmel. Entro in un bar: “Cameriere, pulito!, un cappuccio un krafen e una spremuta per me!” Consumo saluto e poi esco e solo un grido s’ode nell’aria riecheggiare e il cameriere che sostiene che devo pagare! E’ vero, ha ragione, mi scusi, sa è un giorno speciale, non è un pretesto, son distratto ma resto un onesto.
Ed eccomi in mezzo al corteo, al corteo degli onesti. Marciamo onesti, vicini marziali – felici – accaldati. Qualcuno mi palpa il culo – ii azz è! – ma non importa. Siam stretti pulsanti vicini ma onesti. Cadenziamo il passo, e la voce cristallina e pulita ci esce, qualcuno mi ritocca il culo, ma non c’è astio né odio in quel gesto, mi volto, lo cerco incontro solo sorrisi, o son tutti o nessuno, chiunque sia che mi tocchi, che goda gioisca anche lui ma da onesto. Oggi c’è solo il giorno della Vittoria, io non tocco io abbraccio. Io bacio sorrido e tengo per mano il genere umano, ma soprattutto questa bella fanciulla che per caso o per onesta fortuna vicina mi è capitata. Pure lei è gioiosa felice sudata ma onesta e pulita e accaldata ma onesta “Mademoiselle le offro una birra” “Ma Monsieur… non saprei, non vorrei approfittarne.” “Ma lo faccia, approfitti, da onesta ma approfitti! 
Gliela pago di cuore a Lei che tanto gentile e onesta pare in questo giorno radioso e solare (incomincia a frugarsi nelle tasce) in mezzo a questa folla festante, sana nobile onesta e pulita… Cazzo!
Mi han ciulato il portafoglio! Di giuro!!!” Ma come tradimento! Miei prodi… Ma come siam qui tutti onesti amici a celebrare il nuovo corso e voi mi ciulate il portafoglio… Cosa vuol dire che nelle resse li han sempre rubati, a me prima non era mai successo. Rubavano ma ai contribuenti. D’accordo, anch’io son ero un contribuente, ma il trauma è diverso! 
E lei non mi rompa i coglioni, se adesso la birra la vuole se la paga. Tanto gentile e tanto onesta PAARE! Andateci voi al comizio alla festa! It’s a wonderful day ‘sto cazzo! L’imperatore è caduto, ma qualcosa ha lasciato, non so se il figlio, il delfino o il cognato o chi altro di nuovo ma a me il culo me l’hanno toccato e il portafoglio me l’hanno rubato, i nemici, o son rimasti o son tornati.
(E se ne va imprecando e lamentandosi).


Paolo Rossi


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