Ralph spacca Internet, o Internet spacca Ralph?

di Redazione Smemoranda

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Ralph spacca Internet, o Internet spacca Ralph?

Esistono le grandi idee, quelle capaci di cambiare la storia di una forma d’arte, e ci sono le variazioni sul tema, che magari non sono altrettanto rivoluzionarie, ma rimangono piuttosto divertenti. Ralph spaccatutto era una godibilissima variazione sul tema Toy Story: invece dei giochi, stavolta a prendere vita quando i ragazzini distoglievano lo sguardo erano i videogiochi. E certo, magari non si raggiungevano le vette di poesia della Pixar, ma il 52° classico del canone ufficiale Walt Disney, a 75 anni di distanza da Biancaneve e i sette nani, rimane un signor film d’animazione, capace di colpire l’immaginario dei bambini. Tanto che – uno dei rari casi nella storia Disney – abbiamo un seguito, tra l’altro pochi anni dopo. Si intitola Ralph spacca internet e il titolo ovviamente dice molto.

C’è da dire che tra Disney e Pixar negli ultimi anni gli spettatori più giovani, giovanissimi, sono stati messi di fronte a molti problemi da grandi. Pensate a Zootropolis, che parlava (poco) velatamente di razzismo, oppure a Coco, centrato su un argomento leggerino come persone a cui volevi bene che sono morte. Sembra che il cinema d’animazione abbia meno paura di parlare di cose complicate in questi anni. E anche Ralph spacca internet parla di un mondo molto complicato, il problema culturale più complicato con cui ha a che fare il mondo sviluppato in questi anni: Internet, per l’appunto.

Certo, c’è tutta la semplificazione che volete in questo film: internet diventa una città sterminata, Google un palazzone, le pubblicità ti inseguono mentre cammini per strada, e così via. Però, anche se ovviamente la chiave è sempre leggera e umoristica, il film riesce comunque a dare una specie di lezione sui pericoli che questo mondo nasconde: tutto sommato è già qualcosa.

È anche vero che Ralph spacca internet parla tantissimo di soldi, sia nella storia che intorno alla storia, perché non solo Ralph contrae subito un debito enorme appena arriva nella meravigliosa piazza del commercio virtuale, ma soprattutto l’intero film è stracolmo dei loghi delle mega aziende della Silicon Valley che conosciamo benissimo, da Facebook in giù. Tutti sono trattati con una certa ironia, però è difficile dire se si tratta di libertà creativa o di un enorme lavoro di product placement, cioè di pubblicità più o meno nascosta. Al netto di questa strana sensazione, il film funziona, allo stesso tempo come presa in giro del sistema e come parte del sistema. Forse non sarà il film che accenderà la miccia della rivoluzione, ma Ralph spacca internet rimane un gran bel viaggio.