Recensioni
Rango

Rango dovrebbe essere, appunto, un cartone animato per famiglie. Ma a vederlo fa quasi paura: i personaggi che lo popolano sono sì animali antropomorfi, ma disegnati e animati in modo che, alla fine, risultino piuttosto distanti da quelli tondi e carini che siamo abituati a vedere in questo tipo di pellicole. Hmm, più che carini sono proprio schifosi. Prendete Rango, il protagonista: è un camaleonte quasi realistico pelle di rettile e squame comprese. Non che non sia simpatico, ma rimane un po’ inquietante…

Dunque, cartone diverso dal solito. Anzi, di più: Rango rappresenta una piccola rivoluzione estetica. Ed è incredibile pensare quanto siano migliorati le tecniche di animazione digitale negli ultimi 15 anni, dai tempi del primo Toy Story a oggi. Se Rango è tanto stupefacente dal punto di vista visivo, il merito va ai tecnici che lo hanno cresciuto; cioè, alla Industrial Light & Magic, studio fondato da George Lucas che nel corso degli anni ha creato gli effetti speciali per Guerre StellariJurassic Park,Harry PotterIron Man. Così, pur se Rango non è disponibile in 3D, risulta ben più tridimensionale di molti altri film. 
Dunque, davvero bellissimo da vedere: niente da invidiare – anzi forse perfino qualcosa in più – rispetto ai capolavori Pixar. Però l’aspetto estetico è solo metà di un film. Dunque bisogna chiedersi: Rango, oltre alla bellezza, ha anche un’anima?

L’anima di Rango è un’anima western, genere classico hollywoodiano è in fase di riscoperta. Ci sono gli stereotipi del genere, e tutte le macchiette che da sempre popolano i western: solo che, invece di essere personaggi umani, hanno piume, pelo o squame. E fanno, in media, un bel po’ più ridere.

Oltre alla magnificenza estetica, Rango – diretto dal regista di Pirati dei Caraibi Gore Verbinski – ha anche il resto. Le gag sono divertenti, e le immancabili citazioni meno telefonate del solito, il che è un gran passo avanti. Manca ancora un po’ di rpofondità emotiva, per raggiungere la Pixar, ma Rango è il miglior film d’animazione del 2011.