Real Steel Cuori d’acciaio

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Questo è ciò che succederà al pugilato da qui al 2020: fuori i noiosi umani (sono troppo difficili da riparare) e dentro i robot ultraviolenti. Sembra divertente, no? E in effetti è molto divertente, l’idea che sta alla base di questo film. Real Steel è diretto da Shawn Levy, ma l’idea non è farina del suo sacco, bensì di quello di un grande scrittore di fantascienza americano, Richard Matheson: lo stesso che ha immaginato tanti altri futuri, fra cui quello popolato di vampiri di Io sono leggendaReal Steel adatta invece il racconto Steel in modo poco fedele, trasformandolo un’altra cosa. Cioè, in una parola: Rocky. Ma ovviamente, con i robot al posto di Stallone.

Intendiamoci, i robot sono solo macchine, non sono i protagonisti della storia: quelli sono umani, gli allenatori. O meglio quelli che guidano i robot da bordo ring usando un controller tipo Playstation.
Ci vogliono i personaggi umani per aiutare il processo di identificazione dello spettatore, ché identificarsi con la ferraglia è più difficile. E allora ecco Hugh Jackman nei panni di Charlie Kenton, ex pugile costretto dal cambiamento della boxe – e dei tempi – a trasformarsi in proprietario e burattinaio di un robo-pugile. Charlie se ne va in giro per l’America con il suo camion (dentro ci porta il robot che è ingombrante) da un ring all’altro, ma rimane un mezzo fallito: non ha un soldo, e anche la sua vita privata non è un granché, perché ha un figlio di undici anni che non vede da dieci. Ma ora il destino fa reincontrare padre e figlio, che si troveranno a dover viaggiare insieme sul camion, tentando di ricostruire il loro rapporto e magari pure di vincere qualche incontro. Aspetta, ma non era anche questo un film di Stallone?
Ah già, certo: Over The Top. Però qui ricordiamoci che non c’è Stallone, ma i robot, l’allenatore Hugh Jackman e la sua vita difficile da outsider. Insomma, tutto il contorno drammatico necessario. Però, soprattutto, ci sono un sacco di mazzate metalliche fra questi robot del futuro: disegnati davvero in modo superbo, a volte riescono a essere addirittura espressivi, neanche fossero veri attori. Cioè, neanche fossero Stallone quando faceva Rocky…

Real Steel è un film fatto per chi ha dodici anni, cioè più o meno la stessa età del figlio del protagonista: lui – interpretato dal veterano Dakota Goyo – è il vero motore della storia, e anche il personaggio più saggio. 
Il che non significa poi che gli altri spettatori, quelli che hanno superato gli enta e forse anche gli anta, non si possano divertire con questo mega-videogame reale. Magari cercando tutte le citazioni dei film di boxe che paicevano a loro quando erano piccoli. Però state sicuri che qui nessuno griderà: “Adrianaaaa!”.