Corto Maltese, Equatoria

di La Redazione

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Corto Maltese, Equatoria

La nuova storia di Corto Maltese si intitola Equatoria, e arriva nelle librerie a quarant’anni di distanza da Una ballata del mare salato, che ha fondato il mito di Corto.

Ovviamente non ci può essere Hugo Pratt a scrivere e disegnare. Ci sono Juan Diaz Canales e Ruben Pellejero, gli autori che hanno raccolto il testimone del personaggio nel 2015.

Intendiamoci: certo, si tratta di operazioni commerciali quando un personaggio sopravvive al suo creatore. Ma è una cosa che nei fumetti capita spesso, e lo stesso Pratt si era detto favorevole all’idea che prima o poi qualcuno avrebbe continuato la saga del suo personaggio più amato. Chiaro però che si tratta sempre di un’operazione pericolosa, perché stai giocando con un mito. E quindi è il caso di trattarlo con i guanti bianchi. Che senza dubbio a Corto non piacerebbero, ma comunque.

La storia di Equatoria inizia tra i campi e le calli di Venezia, la città amata di Pratt, ed è solo il primo dei tanti omaggi che lo sceneggiatore Canales ha disseminato qua e là tra le pagine. Sia i testi che i disegni in pratica cercano di clonare Pratt, Ruben Pellejero in questo senso sembra aver studiato minuziosamente il modo apparentemente distratto di buttare le linee sulla pagina che aveva Pratt, ogni particolare del viso di Corto, il modo di colorare con l’acquerello, la scansione della pagina. È un lavoro meticoloso, ma anche qualcosa di più.

Nel senso che oltre al professionismo, per fortuna, traspare anche un po’ di affetto.