Dischi per combattere la tristezza di settembre 2: Elso, Pinhdar, Kusturin

di L'Alligatore

Recensioni

Settembre è il mese più triste? Rallegratevi, con una cornucopia di musica indie selezionata dall’Alligatore! A ogni puntata, 3 dischi da non perdere

Elso – In mille pezzi

Elso è un nome nuovo del pop elettronico italico da tenere d’occhio. Mi ha colpito quando mi ha contattato su Instagram per chiedermi l’indirizzo per mandarmi un puzzle. Pensavo mi prendesse in giro. Invece me l’ha mandato. È la copertina di un disco virtuale, per questo, visto che la musica è liquida, ha preferito farla girare su di un supporto diverso dal cd. C’è un cuore disegnato, e l’album s’intitola In mille pezzi. Perché sono storie d’amore malinconiche, storie finite, storie mai iniziate, storie di mare e d’amore perso. Malinconico, però estivo. È il classico disco dell’estate, ma anche no. C’è qualcosa di più. A tratti sembra la descrizione della nostra epoca. Mi ha colpito Elso, anche perché, ironia della sorte, l’ho ascoltato in un momento difficile per me… ma non solo questo. Ascoltatelo anche voi.

Pinhdar – Parallel

Interessante disco questo Parallel dei milanesi Pinhdar, duo di rock elettronico sofisticato, con molti riferimenti internazionali. Non a caso è stato prodotto da Howie B, produttore discografico scozzese di molti grandi nomi. Sviluppato ai tempi del primo lockdown, Parallel in un certo senso è nato dalla Pandemia, dall’inquietudine di quei giorni a Milano molto intensi (anche se, era stato pensato prima,). Teso, attraversato da una sottile linea di inquietudine, può essere visto come un concept sulle paure umane, da quella della morte, molto tangibile in questi anni, alla fuga in mondi paralleli. Elettronica, rock, qualcosa di psichedelico, con il giusto ritmo, un buon uso delle chitarre e una voce a giocare spesso e volentieri.

Kusturin – Nothing but the Kids

I Kusturin sono per me la via italiana al Paisley Underground fuori tempo massimo. Vintage fin dalla copertina di Nothing But The Kids, che ritrae Danny “Magoo” Chandler pilota di motocross tra i più amati, anche se non uno dei più vincenti, sono una ripartenza in chiave psichedelica, una bella scoperta di questi anni pandemici. Pietro De Cristofaro (Songs for Ulan) e Paolo Broccoli (The Orange Beach), menti underground del nostro sud musicale più fecondo, erano anni che desideravano fare qualcosa insieme. Questo disco, costituito da undici magnifici pezzi facili, tra organi magici e chitarre gajarde, sono il loro primo esperimento nel deserto. Album molto compatto, piacevole per più ascolti, fresco e diretto come un treno (o un vino, direbbe Paolo Broccoli). Metafore a parte, dischi autenticamente indie come questi sono perle rare. Non lasciatevele sfuggire.