Resident Evil Village fa paura, ma non troppo

di Redazione Smemoranda

Recensioni

Si scrive Resident Evil Village (anzi VII.I.AGE), ma si legge Resident Evil 8. Ed è francamente tanto, per chi si ricorda la villa del primo episodio, la stazione di polizia del secondo (che è probabilmente quello che ha proiettato la serie Capcom nell’iperspazio, verso la fama mondiale): sono passati 25 anni dal primo episodio, e le incarnazioni di Resident Evil sono state tante, tanti i cambi di tono, del modo di giocare, con qualche (non troppi) passaggio a vuoto. Oggi la saga di Resident Evil ha trovato forse l’equilibrio perfetto: visuale in prima persona; tanta azione, ma non troppa, in modo da non sacrificare la tensione. Il gioco fa paura, sì, ma non ti lascia completamente devastato come accadeva con alcuni episodi precedenti. A questo giro, poi, non c’è il supporto per la realtà virtuale, quindi niente caschetto VR: peccato, ma pensandoci bene la cosa francamente non può che giovare alla salute delle coronarie dei gamer che ormai hanno un’età più avanzata.

L’ambientazione di Resident Evil Village

Torna in Resident Evil Village il protagonista di Resident Evil 7, Ethan Winters, ma per sapere come e perché meglio godersi i primi dieci minuti del filmato qui sopra. Il villaggio del titolo è in effetti genere Romania draculesca, completo di lupi mannari e vampiri (più o meno, non sono esattamente quello, ma quasi). Proprio grazie a questa ambientazione Resident Evil Village trova il tono perfetto, che è quello di un horror molto zarro che a tratti sconfina nel ridicolo. Tipo, la cattiva fondamentale fa abbastanza ridere. Però l’insieme funziona molto bene: è camp, per dirla con una parola.

Niente di nuovo, ma è un piacere lo stesso

Il resto è quello che conosciamo: storia magari non credibilissima, ma raccontata con convinzione; grafica meravigliosa e sound design migliore dell’anno (per ora); jump scare presenti, ma senza eccessi. La durata non è esorbitante, ma la tentazione di rigiocare è piuttosto alta, anche grazie al ritorno della modalità Mercenari che si sblocca dopo aver finito la storia principale. Multiplayer presente, ma non è mai stato il piatto forte di questa saga, ovviamente.

Resident Evil Village è insomma degno seguito di Resident Evil 7, l’ennesimo esperimento riuscito (ah ah) della saga. Sarà sicuramente amato da chi gioca su console next gen, vista anche la scarsa disponibilità (oltre che delle console stesse) di titoli tripla A capaci di giustificare l’acquisto…