Revolutionary Road

di Michele R. Serra

Recensioni
Revolutionary Road

Filmone, l’ultimo firmato dall’ inglese Sam Mendes. Di quelli che emozionano, che è sempre un bene. Anche se in questo caso non si tratta sempre di emozioni positive. Anzi.

Forse non è perfetto, certamente non avrà l’impatto del suo capolavoro American Beauty. Però l’ultima opera del regista è una pellicola capace di tenere desta la tensione dello spettatore per le oltre due ore della sua durata. Mette in scena la triste storia di una coppia di ragazzi degli anni Cinquanta, freschi sposini, April (Kate Winslet) e Frank (Leonardo DiCaprio). I due straordinari attori protagonisti – la Winslet qui risplende in modo parrticolare, anche se ricordiamo che i membri dell’Academy hanno preferito nominarla per The Reader di Stephen Daldry – ci danno sotto col drammone, generando due personaggi che dicono di amarsi ma sembrano insofferenti l’uno nei confronti dell’altro: entrambi (la metà femminile della coppia in particolar modo) oltre il limite dell’isteria, sempre pronti a esplodere in eccessi di passione o rabbia incontrollata. Incredibile, quasi ironico pensare che siano loro, gli stessi attori che interpretavano con abbondanza di melassa gli innamorati di Titanic.

Lo sguardo del regista è freddo, distaccato: i due innamorati sono cavie da laboratorio, vittime di un esperimento crudele. Mendes costruisce scene estremamente estetizzanti: analizza i suoi personaggi al microscopio appoggiandoli su un vetrino fatto di design modernista, carta da parati e tailleur bon ton. Altrettanto curate sono regia e colonna sonora, quest’ultima mai invadente e quasi minimale. Il risultato è una pellicola raffinata, con più livelli di lettura formale, ma anche teatrale fino all’eccesso in qualche passaggio.

Mentre il racconto prende corpo, inevitabile contare le somiglianze fra Revolutionary Road e American Beauty. Nonostante i punti tematici in comune (contrasto fra apparenza e vita, fra sogni individuali e ruolo imposto al singolo dalla società, ipocrisia delle piccole comunità et cetera) si tratta di due pellicole notevolmente diverse: se American Beauty puntava sul grottesco, Revolutionary Road spinge forte sul tasto della tragedia, che prende forma – inevitabile come la morte e le tasse – fin dalla prima scena.

Se avete lo stomaco abbastanza forte, la visione in coppia è consigliata. Sicuramente, usciti dalla sala, avrete un bel po’ di cose di cui parlare.