Riapertura scuole: il Consiglio superiore di sanità spinge per settembre

di Giulia Zavan

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Riapertura scuole: il Consiglio superiore di sanità spinge per settembre

Con l’ultimo decreto legge, sono state prolungate le misure per contenere la diffusione del coronavirus e così le scuole saranno chiuse fino al 3 maggio.

Intanto si lavora per capire se ci sarà possibilità di tornare sui banchi dopo quella data oppure se si continuerà a fare didattica a distanza.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina era stata molto cauta la scorsa settimana parlando dell’eventuale riapertura degli Istituti: “Saremo più prudenti della scienza – aveva detto parlando al programma tv “Che Tempo Che Fa” – Finché non ci sarà sicurezza, gli studenti non torneranno in classe“.

Proprio la scienza ora si è sbilanciata sul tema, attraverso le parole del presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. ll Consiglio superiore di sanità è un organo di consulenza tecnico scientifica del ministero della Salute.

Ospite della stessa trasmissione di Rai2, il capo del Css ha spinto sul ritorno a scuola direttamente a settembre: “Personalmente, in questo momento, credo che si possa fare una riflessione per proporre l’apertura delle scuole all’inizio del prossimo anno scolastico“.

Locatelli ha aggiunto che la decisione: “Spetta al governo e al Ministero dell’Istruzione. Poi ha parlato più in generale della crisi sanitaria in corso: “Quello che mi preoccupa di più al momento è se si abbandonano i comportamenti individuali che ci hanno portato a limitare il numero dei ricoverati e ridurre il numero dei morti. Se chiudere le attività produttive e attuare il distanziamento sociale e la limitazione delle libertà personali è stato doloroso, riaprire senza che il Paese torni nell’emergenza è un’operazione delicata“.

Anche il presidente dell’Anp, ovvero l’associazione dei dirigenti scolastici, ha messo le mani avanti sul ritorno a scuola a breve: “Nessuno pensa di tornare se non ci saranno le necessarie condizioni di sicurezza – ha detto Antonello Giannelli all’AGI – Come si fa a tenere la distanza nei momenti delle uscite e delle entrate? Si immagini che mediamente in un istituto ci sono 1.000 studenti, se devono rispettare un metro di distanza tra di loro quando escono, si formerebbe una coda di un chilometro“.

Giannelli ha bocciato l’idea che gli studenti tornino a scuola con dispositivi di protezione: “È impraticabile che i ragazzi vadano in giro a scuola bardati con i dispositivi di sicurezza, come se fossero in un reparto di infettivologia. Considerando che le mascherine chirurgiche possono essere indossate una sola volta, e costano circa 1,50 euro ciascuna, c’è da considerare anche il costo per le famiglie“.

Che si torni o no sui banchi entro il 18 maggio, per legge tutti gli studenti saranno promossi, ma i voti sulla pagella finale terranno conto del reale impegno messo durante tutto l’anno scolastico.

Il meccanismo dei debiti è stato “congelato”: a settembre non ci saranno gli abituali corsi di recupero delle insufficienze ma si potranno recuperare e integrare le lezioni. Ovvero si potrà recuperare o approfondire all’inizio del prossimo anno scolastico, ciò che non si è appreso quest’anno.

Il ministero dell’Istruzione intanto sta lavorando su un possibile inizio anticipato dell’anno scolastico 2020/2021 ai primissimi giorni di settembre, inizio che potrebbe avvenire ancora in modalità di didattica a distanza.

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