Ridateci il colore indaco

di Gino Vignali

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L’editoriale dei direttori Smemo
foto pexels-sharon-mccutcheon

C’è un problema sull’indaco. Isaac Newton, non proprio ieri per la verità, aveva codificato in sette i colori dell’arcobaleno, e cioè rosso, arancio, giallo, blu, verde, viola e indaco. Quasi tutti gli scienziati moderni, però, tendono ad escludere l’indaco dalla lista.

Il perché non ci interessa (e se a qualcuno di voi interessa vada pure ad approfondire su Google senza annoiare noi con le spiegazioni visto che abbiamo detto che ci interessa poco, meno che sapere chi veste Achille Lauro), quel che ci preme però è approfondire, perché viviamo in un’epoca in cui i colori sono importanti come mai prima.

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Quindi, che razza di colore è l’indaco? Pare che lo si possa ottenere mescolando il ciano con il magenta. Chi, a questo punto, si domanda “cosa diavolo sono il ciano e il magenta” beh, è meglio che abbandoni la lettura perché questo pezzo non fa per lui. Niente di personale. Dunque, mescolando i due colori se ne ottiene uno nuovo che si può collocare tra l’azzurro e il viola, e questo lo capiscono tutti. Un violetto con striature d’azzurro, che, detto così, vien quasi voglia di averci un maglione. “Ma che colore è?” “Indaco” “Eh?”, e già si è rotto il ghiaccio col ragazzo o la ragazza che si puntava da un po’. Funziona, abbiate fede.

La cosa più interessante di questo colore però è che l’indaco viene considerato simbolo di risveglio interiore e di spiritualità, tanto da essere associato al Sesto Chakra, quindi in grado di migliorare l’umore contrastando depressione e malinconia.

Allora, dite voi perché dovremmo escludere proprio adesso l’indaco dai colori dell’arcobaleno? Non si può, è sbagliato. Anzi, è arrivato il momento che i ragazzi di Smemoranda si facciano promotori di una campagna di sensibilizzazione per inserire l’indaco tra i colori che identificano i diversi gradi della pandemia.

Raccogliamo le firme, scendiamo in piazza, mobilitiamoci tutti per pretendere che l’indaco affianchi fin dal prossimo DPCM il bianco, il giallo, l’arancione e il rosso nella colorazione delle nostre regioni.

Ma se di giallo, rosso e arancio conosciamo tutto, sappiamo cioè come ci si deve comportare in loro presenza, con l’indaco cosa potremmo o non potremmo fare?

Ecco allora le dieci novità che verrebbero introdotte nel caso la vostra regione dovesse essere abbinata all’indaco.

  1. Le scuole di ogni ordine e grado resteranno aperte, però ci andrà solo chi ha voglia. Gli altri si giustificheranno col DAD (Domani, Arriverò Domani).
  2. Le seconde case saranno raggiungibili ovunque, ma solo se sono vostre davvero. L’ingresso in seconde case altrui si chiama rapina.
  3. Le attività sportive saranno tutte consentite all’aria aperta o in strutture attrezzate e in parchi pubblici. Gli auricolari per ascoltare musica verranno messi a disposizione dalla Protezione Civile. Purtroppo, anche le play-list, per cui, se stoppate quando arriva Orietta Berti, per punizione dovete fare un tuffo in piscina. Naturalmente vuota.
  4. Ci si potrà vaccinare con qualsiasi tipo di vaccino, libertà assoluta senza attendere il parere dell’AIFA. Via libera quindi anche allo Sputnik e al Gabibbo, il vaccino della Corea del Nord così detto perché subito dopo l’iniezione si diventa rossi, ma rossi, così rossi che non ne avete idea. Provate.
  5. Parrucchieri sempre aperti, anche il lunedì. Chi decidesse però di conciarsi i capelli come Malgioglio, per punizione durante il taglio dovrà ascoltare in loop fino alla fine della seduta “Ora” di Aiello.
  6. Bar aperti fino alla mezzanotte. Si potrà bere solo fino a quell’ora. Se qualcuno, oltre la mezzanotte, sarà colto in fallo per punizione verrà dato un rigore al Milan.
  7. Stadi aperti al 30% della capienza. Tutti i tifosi dovranno indossare la mascherina e i cori si potranno fare solo in playback. Le squadre lasceranno i ritiri in pullman sanificati, tranne Ibrahimovic che arriverà allo stadio in moto.
  8. Per raccogliere fondi da destinare alle categorie in sofferenza, verrà organizzata una partita tra la Nazionale Cantanti e la Nazionale Virologi. Gli ultraottantenni della Nazionale Cantanti verranno vaccinati per primi. Quelli domiciliati nelle RSA potranno usufruire di una badante in campo.
  9. Tutti i teatri saranno riaperti, ma, per prendere parte alle rappresentazioni, gli spettatori dovranno prima sottoporsi a un test, assistere cioè ad almeno un atto di “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello. Se si addormenteranno prima della fine verranno considerati sani e ammessi. Se invece resisteranno svegli verranno immediatamente ricoverati per accertamenti.
  10. Tutti i “no-vax” saranno deportati nell’Isola dei famosi dove si sfideranno cucinando, cantando, ballando. A giudicarli sarà una super giuria inter-reti composta da Antonino Cannavacciuolo, Mara Maionchi, Maria De Filippi e Ilaria Capua, opinionisti il professor Crisanti e Pupo. Se il candidato supererà la prova passerà alla sfida successiva, altrimenti la giuria riguarderà le immagini e, nel dubbio, verrà assegnato un altro rigore al Milan, o tre punizioni dal limite, a scelta.