Roberta Giallo e la sua Web Love Story

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste

Web Love Story, titolo molto cinematografico della musicista, attrice e scrittrice Roberta Giallo, è un libro perfetto per i nostri tempi di web, storie e amori. Edito dalla bolognese Pendragon questo romanzo epistolare strano e divertente, è nato da una storia vera, autenticamente vissuta dall’autrice stessa.

Web Love Story segue l’evolversi di una storia d’amore tra una giovane musicante e un amico francese incontrato dal vivo una sola volta, ma tantissime nel web. Un’ossessione d’amore molto forte, tipica dei nostri giorni dove è facile scriversi/incontrarsi anche a distanza di chilometri come succede nel libro, tra Bologna e Parigi. La Giallo lo racconta in modo vero, la senti sulla pelle la passione che sale: prima è uno scriversi innocente, un timido dialogare, diventando con il tempo sempre più spregiudicato, tanto da mandare in crisi un fidanzamento e trasformarsi in vero e proprio sesso online. Niente di scabroso, intendiamoci, è tutto nella testa…

Poi tutto sembra trasformarsi in un normale rapporto di coppia, con una promessa di matrimonio, e un incontro a Firenze ancora una volta dal sapore densamente cinematografico. Come quello che succederà nelle ultime incredibili pagine del libro.

Per me questo Web Love Story è il libro dell’estate. Ecco tutti i suoi segreti, raccontati dall’autrice.

Come è nato Web Love Story? … possibile sia una storia vera?

La vita stessa mi ha offerto “materiale interessante”, materiale che a mio avviso meritava essere immortalato in un romanzo.

E, attenzione, non è solo una storia vera, una storia “rubata” o “presa in prestito”: è la mia storia, sono io ad averla vissuta! È la storia che, nel bene e nel male, (ma anche al di là del bene e del male) ha cambiato la mia vita, ha creato nuove prospettive, nuovi orizzonti e anche nuove conoscenze… Lucio Dalla, per esempio, volle conoscermi proprio perché aveva letto la prima bozza di questo romanzo, e ascoltato i provini dell’album ad esso collegato, ne fu colpito anche lui! Direi che nel racconto è tutto vero… al 99%?!

Una storia d’amore che si chiude con un giallo. Hai sempre pensato un finale così?

Anche in questo caso devo dire che il “finale” me l’ha proposto la vita stessa. Ho solo dovuto capire quale “punto esatto scegliere”, dove fermarmi.

Giallo è il mio nome, Bologna stessa è la città dei “Gialli”, la mia storia d’amore lo è stata, meravigliosa, straordinaria e inquietante… ho potuto dar sfogo alla mia vena da romanziera, e sentirmi autorizzata a scrivere un romanzo, mossa proprio dalla potenza suggestiva di questo capitolo della mia vita. È un dono che ho fatto a me stessa e agli altri.

Testimoniare la vita, con le sue luci e le sue fittissime ombre.

La struttura di romanzo epistolare è stata la tua prima scelta, oppure avevi pensato/provato a scriverlo in modo diverso?

Non poteva essere che così.

È stata la mia prima intuizione.

Quella fra me e G del resto è stata una storia d’amore epistolare dei nostri tempi; anziché lettere e francobolli… lunghe email e chiamate!

E la distanza, si sa, può alimentare il desiderio e l’immaginazione, come anche, dubbi e paranoie…

La distanza “sposta” gli amori su un piano parallelo al quotidiano, uno spazio per me altamente poetico. Sicuramente ha giovato alla scrittura!

I due protagonisti vivono a Bologna e Parigi. C’è un motivo particolare che ti ha fatto scegliere queste due città?

Perché io abito e abitavo a Bologna, e perché G abitava a Parigi!

Ho cambiato il suo nome, ma non la nostra storia… è un vero romanzo autobiografico il mio, mica scherzo!

La mia vita è stata letteratura. Io ne ho solo preso coscienza.

E l’amore è letteratura, naturalmente per chi ha un cuore letterario…

Citerei Platone: “Chiunque diventa poeta quando Amore lo tocca”…

Ci sono delle relazioni tra il romanzo e le tue canzoni?

Certamente. Il romanzo, così come l’album “L’Oscurità di Guillaume”, è l’ennesima declinazione di questa storia, che oltretutto è diventata anche uno spettacolo che ho rappresentato un paio d’anni fa. Il disco è fatto di canzoni che sono come capitoli, il libro è fatto soltanto di più capitoli (e più dettagli) rispetto al disco… ma entrambi seguono lo stesso percorso, emotivo e narrativo.

Ormai manca solo un film, o una serie tv…

Come è nata la copertina?

La copertina è mia. Sono anche una illustratrice.

Essendo un romanzo autobiografico, ho pensato che un autoritratto ci sarebbe stato proprio bene…

Così mi sono ritratta immaginandomi immersa per metà dentro ad un Mare profondo di notte…

L’idea e anche il disegno sono piaciuti, ed ecco qua!

Progetti futuri di Roberta Giallo.

Sarà un’estate di presentazioni del romanzo, di concerti, di spettacoli e di tutto il bello che posso immaginarmi…

Entro quest’anno inoltre uscirà l’album “Canzoni da Museo”, album in cui ho trasformato in canzoni le liriche dei poeti Roberto Roversi, Davide Rondoni e Giovanni Gastel. Il progetto è stato apprezzato e supportato dal Comune di Bologna Città della Musica e dalla Fondazione del Monte di Bologna: non vedo l’ora che possiate ascoltarlo, per me ha un valore immenso, per me è bellissimo!

E poi, già per questa estate, è in arrivo uno spettacolo con Federico Rampini (il terzo insieme!)…. Come di dice? Stay tuned!