Roberto Saviano

di La Redazione

Extra Smemo
Roberto Saviano

«Io credo che in qualche modo i sogni più privati possano coincidere con quelli più nobili, i sogni sociali, quando iniziano ad assomigliarsi. […] Uno dei miei sogni era stato quello di rimanere nella mia terra, raccontarla, e continuare, come dire, a resistere. Mi piace usare una frase di un vecchio barbuto che scrisse questa cosa in un vecchio libro: “Tutto ciò che io desidero non è possibile identificarlo e quindi preferisco dire che io voglio il sogno di una cosa”. E quindi anche io sogno una cosa».

(dall’intervista di Enzo Biagi nel corso della trasmissione televisiva RT Rotocalco Televisivo, Rai Tre, 22 aprile 2007)

Anche la sua famiglia è costretta come lui a vivere sotto scorta, e a Radio Due lo scrittore ha raccontato: «Quando penso ai miei genitori, il primo sentimento è sempre il senso di colpa: devono nascondersi e subire lo sfottò. Ho vissuto con i carabinieri gran parte del tempo. Ho visto il loro impegno, i sacrifici, le attenzioni, sono diventati per me una famiglia, spesso le loro caserme mi hanno accolto».