San Andreas

di Michele R. Serra

Recensioni
San Andreas

Una cosa che mi piace molto dei disaster movie è che all’inizio tutto dev’essere, più o meno, calmo e tranquillo. Tipo che c’è il sole e gli uccellini che cinguettano tra gli alberi. Tanto poi arriva la mazzata, il disaster appunto. Nel caso di San Andreas, la mazzata ha forma di terremoto.

Momento wikipedia: la faglia di Sant’Andrea – che in inglese si dice appunto San Andreas – corre lungo tutta la California, per circa 1300 chilometri. Passando vicino a Los Angeles e proprio in mezzo alla Bay Area di San Francisco. Lungo la faglia si verificano terremoti a intervalli più o meno regolari, ogni venti o trent’anni. Da sempre però gli abitanti delle città della California convivono con il timore che possa arrivarne uno molto più potente dei precedenti. Indovinate cosa succede in San Andreas.

Attenzione: San Andreas non è solo un disaster movie, è un disaster movie con Dwayne Johnson aka The Rock aka la cosa migliore capitata al cinema americano dopo Arnold Schwarzenegger. Quindi è ovvio che l’obbiettivo non è riflettere sulla vita, sul tempo che passa e le emozioni che sono l’unica cosa che abbiamo, ma distruggere palazzi.

Tra l’altro i palazzi che crollano sono praticamente diventati un genere del cinema americano, se ci fate caso. Non so se ci sia una critica sociale dietro le immagini digitali di distruzione delle grandi città statunitensti. Non credo. In ogni caso il regista di San Andreas, Brad Peyton, porta quell’estetica lì alle estreme conseguenze: crollano più palazzi in questo film che in tutti gli altri, garantito.

Non ci aspettavamo nulla invece dalla sceneggiatura di San Andreas, eppure nonostante le basse aspettative le poche battute messe in bocca ai protagonisti (la coppia formata da The Rock e Alexandra d’Addario), riescono a essere talmente oltre il credibile che diventano assolutamente ridicole.

E non è mica perché noi siamo spettatori cinici e distanti, no. È proprio che sentire una tipa che, mentre guarda la città di San Francisco completamente distrutta con milioni di morti, dice “oh no, che disastro”, come se il cane avesse rotto il centrotavola della cena di Natale, ecco… è davvero esilarante. Altro momento top: The Rock arriva ai margini della faglia, diventata un burrone che corre lungo tutta la California: come superarla? Come fare? Semplice: basta chiedere indicazioni a due vecchietti che passavano di lì per caso. Ce ne sono altre. San Andreas è un film dove tutto è sbagliato. Però alla fine è talmente sbagliato che potrebbe anche piacervi.