30 maggio 2022: la scuola sciopera

di Valerio Fiormonte

News - Scuola

Dopo un incontro non andato a buon fine con il Ministero dell’Istruzione, le principali sigle sindacali del nostro Paese (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) indetto uno sciopero scolastico nazionale il 30 maggio prossimo dalle principali sigle sindacali del nostro Paese:.

Il motivo alla base dello sciopero è il nuovo decreto del governo in merito al reclutamento ed alla formazione dei docenti.

Nuovo decreto legge docenti: come cambia il reclutamento

Il decreto legge n. 46, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, stravolge l’iter per diventare insegnanti: si parte da un percorso formativo composto da 60 crediti durante gli anni universitari, per passare poi ad un concorso nazionale pubblico.

Successivamente è previsto un periodo di prova con una valutazione finale, al quale segue infine un corso di formazione triennale obbligatorio per tutti.

Per chi ha avuto già l’opportunità di insegnare nelle aule scolastiche, invece, è possibile direttamente svolgere il concorso e l’anno di prova dopo aver ottenuto 30 crediti universitari.

Nuovo decreto legge docenti: come cambia la formazione

Oltre al reclutamento, a cambiare sarà anche la modalità di formazione degli insegnanti.

Sono previsti infatti corsi della durata di tre anni, a partecipazione volontaria, che potrebbero portare a circa il 40% dei docenti anche un bonus salariale una tantum.

Nuovo decreto legge docenti: i motivi della protesta

Ma quali sono quindi i motivi che hanno spinto i maggiori sindacati italiani a proclamare uno sciopero per il prossimo 30 maggio?

Partendo dal punto della formazione, il primissimo motivo è che per garantire i “premi salariali” ai migliori docenti che parteciperanno volontariamente ai corsi di formazione è stato deciso di tagliare ben 9.600 cattedre.

Oltre a questo, anche la situazione dei docenti precari è in bilico: il Ministero dell’Istruzione ha dichiarato di averne assunti 110mila, ma non è dello stesso parere Barbacci, il segretario della CISL, che afferma che “quello che è stato dichiarato non corrisponde alla realtà. Ci sono interventi di reclutamento inadeguati rispetto ai bisogni. Ci sono 250mila precari che avrebbero diritto ad un percorso riservato e un percorso abilitante messo a disposizione di chi ha raggiunto 36 mesi. E ciò non è scritto nel Decreto di riforma. Era una occasione unica quella del PNRR con risorse per valorizzare il personale. Pe formare i docenti viene tagliato il potenziamento, che non è una regalia, è un organico necessario.”

Il comunicato dei sindacati

I sindacati hanno poi rilasciato un comunicato composto da 21 rivendicazioni che saranno alla base dello sciopero del 30 maggio.

Tra questi, l’eliminazione dal decreto delle nuove norme contrattuali e dell’eccessiva burocrazia nel lavoro dei docenti, modalità specifiche di reclutamento e di stabilizzazione dei precari, riduzione degli alunni per singole classi e l’incremento dell’organico dei collaboratori scolastici.

Gli esponenti dei vari sindacati hanno affermato che è mancata totalmente la possibilità di mediazione e pertanto si avvierà “un percorso di forte protesta” che prevede varie forme di mobilitazione.

Tra queste, potrebbe esserci lo sciopero degli scrutini.