Recensioni
Scre4m

Scream, il primo, aveva rilanciato un genere negli anni novanta. Tutto era partito con una telefonata, e una voce inquietante che annunciava terrore e morte.

Allora, per prima cosa: questo al 100% uno Screamoriginale, mica una copia cinese a poco prezzo. Esce direttamente dalla testa e dalle mani del regista Wes Craven e dello sceneggiatore Kevin Williamson, che sono stati quelli che hanno avuto per primi l’idea di un horror metacinematografico, cioè di una pellicola che parlasse apertamente sullo schermo di come funzionano i film horror. I protagonisti di Scream vanno al cinema, hanno visto un sacco di film e conoscono i meccanismi del cinema, pure di quello horror. Eppure non riescono a evitare di rimanere intrappolati proprio dentro una storia dell’orrore. Scream 4? Uguale.

I personaggi sono quelli che già conosciamo (con un decennio in più sul groppone) interpretati da Neve Campbell, Courteney Cox e David Arquette, e si muovono nella piccola cittadina di provincia di Woodsboro. Il set perfetto per una serie di omicidi.
Il riassunto è inutile, sappiamo come funziona Scream. C’è Ghostface con i suoi lunghi coltelli, etc. etc.

Una delle caratteristiche fondamentali della serie, ad esempio, è il continuo prendersi gioco dei mass media. Ecco, dal ’96 ad oggi i modi di comunicare si sono moltiplicati a velocità impressionante, con il risultato che: oggi, ci sono molti più media da prendere in giro. Quindi, Craven parla di social network, blog e video in streaming, e costruisce una piccola parabola (morale?) sull’ossessione di apparire a tutti i costi che ha caratterizzato l’ultimo decennio.

Comunque, Scream è soprattutto: strafighe che gridano forte, sangue e un po’ di riflessioni finto-intellettuali sul cinema. Inizia davvero forte, peccato che lo svolgimento successivo non sia all’altezza dei primi dieci minuti. Ma rimane un gran divertimento. A settantadue anni suonati, il vecchio Wes Craven si muove ancora una volta con agilità sulla linea sottile che divide terrore e comicità. Più o meno involontaria.