Scuola: cosa cambia da gennaio?

di Valerio Fiormonte

Scuola: cosa cambia da gennaio?

Nuovo aggiornamento sul fronte scuola dettato dal nuovo DPCM firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte venerdì 3 Dicembre.

Nuovo DPCM: cosa cambia da Gennaio

La novità riguarda gli istituti superiori: con l’inizio del nuovo anno, infatti, la maggior parte degli studenti tornerà a svolgere le attività didattiche in presenza in classe.

All’articolo 1, comma 10, lettera s) del Decreto si legge che “[…] a decorrere dal 7 Gennaio 2021, al 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni (gli istituti superiori, ndr) sarà garantita l’attività didattica in presenza”.

Rimangono a prescindere attive le modalità in presenza già previste dai precedenti decreti, relative alle attività in laboratorio ed al sostegno a studenti con disabilità e bisogni educativi speciali.

Restano per forza di cose vietate le gite, i viaggi d’istruzione e le attività di scambio e di gemellaggio, come si legge alla lettera t) del già citato articolo 1, comma 10 del DPCM; possono svolgersi le attività di orientamento, unicamente nei casi in cui sia possibile mantenere le prescrizioni di sicurezza stabilite.

Rientro in classe: le mascherine

Con il rientro in classe a Gennaio, rimangono comunque obbligatorie tutte le forme di prevenzione e sicurezza per evitare il contagio previste per il rientro di Settembre: tenere sempre la mascherina, mantenere le distanze e gli orari differenziati.

Didattica in presenza: il nodo trasporti

Il problema maggiore che scaturisce dal rientro in classe è e sarà, senza dubbio, relativo al sovraffollamento dei mezzi di trasporto: già a Settembre ed Ottobre, infatti, è risultato evidente come la situazione che si viene a creare su autobus e metropolitane diventa ingestibile a livello di distanze di sicurezza tra studenti e lavoratori.

Le soluzioni, a rigor di logica, sono due: aumentare le corse o regolarsi con gli orari.

E’ quanto sottolinea il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che chiede al Governo di concentrarsi sulla questione e di “preparare un piano che consenta di evitare che ci siano delle ore di punta”, dal momento che l’opzione “aumentare le corse” spesso risulta troppo complicata.