La Scuola in mezzo al mare di Stromboli al cinema

di Michele Mozzati

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Abbiamo visto per voi Scuola in mezzo al mare. È un film di Gaia Russo Frattasi, giovane regista, idealmente legata all’isola di Stromboli. Anch’io personalmente lo sono, come alcuni amici di Smemoranda, coi quali ho condiviso le vacanze in questo bellissimo luogo dell’anima.

Stromboli è un’isola conosciuta in tutto il mondo per avere un vulcano perennemente attivo. Il suo fascino nel Mediterraneo è unico e, come si può immaginare, è un luogo turistico frequentatissimo nella bella stagione, essendo quotidianamente raggiunto da comitive che salgono in cima alla montagna per vedere i crateri. È inoltre una località marittima di grande fascino. Per questo colpisce ciò che racconta il film documento di Gaia.

La storia parla di un’isola che, terminata l’estate, si svuota dei turisti e anche di parte dei suoi abitanti, che vanno a raggiungere dimore più tranquille sulla terra ferma. Restano a Stromboli coloro che hanno deciso di mantenere ben salde le loro radici in questo meraviglioso luogo della natura che però si fa inospitale e difficile, soprattutto quando si alza il mare e l’isola non può essere raggiunta da nessuna imbarcazione.

Uno dei problemi irrisolti di Stromboli è, per queste stagioni più dure, la scuola, l’istruzione primaria. I pochi bambini che vivono sull’isola tutto l’anno sono destinati ad affidare il loro sapere e quindi anche il loro futuro alle condizioni climatiche. Non c’è per Stromboli il “famoso” diritto allo studio, diritto all’istruzione, che fa parte della nostra Costituzione.

In questo bel film, pieno di cuore, viene raccontato questo grande disagio, ma anche il tentativo da parte di qualche mamma, di risolvere almeno parzialmente un problema molto banale: se gli aliscafi del mattino non partono da Milazzo, le maestre non possono raggiungere l’isola. Ecco allora, a integrazione dell’insegnamento, la proposta di ottenere permessi e incentivi per costruire un “ponte” virtuale che colleghi Stromboli al resto del mondo, con corsi specifici per la scuola media ottenibili appunto attraverso internet e il web. In questo caso alcune mamme stesse governerebbero questo tipo di nuovo strumento di apprendimento, da affiancare a quello tradizionale. Nella proposta anche un progetto per il biennio di scuola superiore (sempre scuola dell’obbligo), impossibile da svolgere sull’isola. Per proseguire gli studi oltre le medie le famiglie devono dividersi: normalmente le madri partono con i figli per iscriverli alle superiori in città, mentre i padri restano soli sull’isola a lavorare.

Nella proiezione, per ora unica a Milano di Scuola in mezzo al mare di Gaia Russo Frattasi, sarò presente anch’io e lo farò sia a nome personale che idealmente con Smemoranda. Sono contento di esserci anche perché mi godrò sul grande schermo, avendolo visto in anteprima sul computer, non solo la storia e i personaggi, bambini compresi, di questo film, ma anche le immagini bellissime e molto forti dell’isola quando è sola. Sola con la sua anima di fuoco e quel mare blu e profondo che la circonda.

È difficile vivere tutto l’anno a Stromboli, lo so perché raccolgo da sempre i racconti dei miei amici stromboliani che hanno scelto questo tipo di vita. Credo che ancora prima di tutto il resto la cosa più difficile sia la solitudine. È anche per questo che mi piace pensare a un’isola, che ormai ha raggiunto attraverso il turismo anche, mi pare, una certa tranquillità economica, pensare a un’isola attiva, con una vivacità che duri dodici mesi all’anno, nei limiti del possibile. Con una voglia di crescere e di apprendere, e con uno Stato che permetta ai suoi abitanti di non essere considerati di serie B.

Invito gli amici di Milano, soprattutto quelli che sono stati in vacanza in qualche modo da quelle parti, e sono tanti, a venire la sera di mercoledì 6 marzo al cinema Beltrade, che si trova in via Oxilia, dalle parti di piazzale Loreto. E gli altri che leggono queste righe, spinti dalla stessa curiosità, ad andare alle restanti proiezioni.

Bene, sforziamoci tutti a migliorare questo nostro Paese, e la vita degli altri. È l’unico modo per migliorare anche la nostra senza sentirci in colpa.